Nell’immaginario comune, cinema “d’animazione” e cinema “dal vero” vengono spesso considerati due tipologie di cinema nettamente distinte. Eppure, recentemente il divario tra le due si è assottigliato tanto da lasciarci dubitare che il primo sia mai esistito. Si può iniziare citando The Matrix, dove l’animazione e le riprese di attori e location reali si fondono in modo quasi indistinguibile; con la trilogia di The Lord of the Ringsquesto appare in modo ancora più evidente: il personaggio di Gollum è emblematico da questo punto di vista, infatti Andy Serkis non presta solo la voce al personaggio, completamente disegnato e animato al computer, ma anche i movimenti.
ANDY SEKIS/GOLLUM:
Esempi come questi, rendono lecito e opportuno interrogarsi circa cosa, segni la distinzione tra film “d’animazione” e film “dal vero”. Il primo pensiero, solitamente, è diretto verso i disegni animati: in realtà i film d’animazione comprendono anche tecniche differenti, quali pupazzi animati, collage, rotoscopehttp://it.wikipedia.org/wiki/Rotoscope">rotoscope>, animazioni passo uno, passo due e digitali. Nel caso dei pupazzi animati, può avvenire che ambientazioni e pupazzi non abbiano nulla di disegnato e che il prodotto finale sia più simile a quello di un film “dal vero” rispetto, ad esempio, a un film “d’animazione” disegnato.
THE MATRIX:
Se invece spostiamo la nostra indagine dal prodotto finale alle tecniche di realizzazione dello stesso, in effetti riscontriamo differenze notevoli: nel cinema “dal vero”, per definizione, un’inquadratura indica la parte di pellicola che viene impressionata dal momento in cui si fa partire la ripresa al momento in cui la si ferma, ed è in questo modo che viene impresso il movimento sulla pellicola: in tempo reale rispetto a come accade davanti all’obiettivo. Nel cinema d’animazione invece l’immagine viene modificata e acquisita fotogramma per fotogramma e l’animazione risultante è data dal passaggio rapido e sequenziale dei fotogrammi preparati singolarmente. Di conseguenza la differenza tra cinema “d’animazione” e “dal vero” è riscontrabile solo nei processi tecnici di produzione, e in particolare può essere riscontrata nella manipolazione temporale che è richiesta fotogramma per fotogramma dal cinema “d’animazione”.
THE LORD OF THE RINGS/BRINGING GOLLUM TO LIFE:
Verso la fine dell’Ottocento l’attenzione di diversi studiosi si concentrò sulla possibilità di dare movimento alle immagini. Uno dei primi che riuscì nell’impresa fu Emile">http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Reynaud">Emile Reynaud che, già nel 1892, grazie al suo prassinoscopiohttp://carid.unife.it/caridtv/content/corsi/cinema/cap1/link/pagine_precin/prassinoscopio.html">prassinoscopio>, riusciva a proiettare disegni animati da lui stesso precedentemente preparati.
EMILE REYNAUD:
Gli studi di Reynaud spianarono la strada all’evoluzione della tecnica e la miglior soluzione pochi anni dopo fu dei fratelli Lumière che, con le loro vedute, si concentrarono più su un tipo di ripresa “dal vero” mantenendo comunque il medesimo principio tecnico di base: un numero limitato e preciso di fotogrammi, lievemente differente l’uno dall’altro, al secondo. Un altro pioniere del cinema poco successivo ai fratelli">http://it.wikipedia.org/wiki/Auguste_e_Louis_Lumi%C3%A8re">fratelli Lumière è stato George">http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%A8s">George Méliès, il quale comprese subito le possibilità di spettacolarizzazione che lo strumento cinematografico offriva e, nei suoi film a carattere fantastico, iniziò a ricorrere a manipolazioni temporali, fermando la ripresa per poter aggiungere, togliere o sostituire elementi, per poi farla ripartire dando l’idea che le apparizioni, sparizioni o trasformazioni fossero avvenute in scena. Inoltre Méliès usava colorare a mano certe pellicole, intervenendo in questo modo dopo la fase di ripresa, esercitando dunque un controllo ulteriore sul risultato finale. Georges Méliès quindi prediligeva tecniche di lavorazione tipiche del cinema “d’animazione”.
FRATELLI LUMIERE:
GEORGE MELIES:
Nella SECONDA PARTE: Walt Disney, Orson Welles, Norman McClaren E Oshii Mamoru
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Cinema d'animazione e cinema "dal vero" - Prima parte
Nell’immaginario comune, cinema “d’animazione” e cinema “dal vero” vengono spesso considerati due tipologie di cinema nettamente distinte. Eppure, recentemente il divario tra le due si è assottigliato tanto da lasciarci dubitare che il primo sia mai esistito. Si può iniziare citando The Matrix, dove l’animazione e le riprese di attori e location reali si fondono in modo quasi indistinguibile; con la trilogia di The Lord of the Ringsquesto appare in modo ancora più evidente: il personaggio di Gollum è emblematico da questo punto di vista, infatti Andy Serkis non presta solo la voce al personaggio, completamente disegnato e animato al computer, ma anche i movimenti.
ANDY SEKIS/GOLLUM:
Esempi come questi, rendono lecito e opportuno interrogarsi circa cosa, segni la distinzione tra film “d’animazione” e film “dal vero”. Il primo pensiero, solitamente, è diretto verso i disegni animati: in realtà i film d’animazione comprendono anche tecniche differenti, quali pupazzi animati, collage, rotoscope, animazioni passo uno, passo due e digitali. Nel caso dei pupazzi animati, può avvenire che ambientazioni e pupazzi non abbiano nulla di disegnato e che il prodotto finale sia più simile a quello di un film “dal vero” rispetto, ad esempio, a un film “d’animazione” disegnato.
THE MATRIX:
Se invece spostiamo la nostra indagine dal prodotto finale alle tecniche di realizzazione dello stesso, in effetti riscontriamo differenze notevoli: nel cinema “dal vero”, per definizione, un’inquadratura indica la parte di pellicola che viene impressionata dal momento in cui si fa partire la ripresa al momento in cui la si ferma, ed è in questo modo che viene impresso il movimento sulla pellicola: in tempo reale rispetto a come accade davanti all’obiettivo. Nel cinema d’animazione invece l’immagine viene modificata e acquisita fotogramma per fotogramma e l’animazione risultante è data dal passaggio rapido e sequenziale dei fotogrammi preparati singolarmente. Di conseguenza la differenza tra cinema “d’animazione” e “dal vero” è riscontrabile solo nei processi tecnici di produzione, e in particolare può essere riscontrata nella manipolazione temporale che è richiesta fotogramma per fotogramma dal cinema “d’animazione”.
THE LORD OF THE RINGS/BRINGING GOLLUM TO LIFE:
Verso la fine dell’Ottocento l’attenzione di diversi studiosi si concentrò sulla possibilità di dare movimento alle immagini. Uno dei primi che riuscì nell’impresa fu Emile Reynaud che, già nel 1892, grazie al suo prassinoscopio, riusciva a proiettare disegni animati da lui stesso precedentemente preparati.
EMILE REYNAUD:
Gli studi di Reynaud spianarono la strada all’evoluzione della tecnica e la miglior soluzione pochi anni dopo fu dei fratelli Lumière che, con le loro vedute, si concentrarono più su un tipo di ripresa “dal vero” mantenendo comunque il medesimo principio tecnico di base: un numero limitato e preciso di fotogrammi, lievemente differente l’uno dall’altro, al secondo. Un altro pioniere del cinema poco successivo ai fratelli Lumière è stato George Méliès, il quale comprese subito le possibilità di spettacolarizzazione che lo strumento cinematografico offriva e, nei suoi film a carattere fantastico, iniziò a ricorrere a manipolazioni temporali, fermando la ripresa per poter aggiungere, togliere o sostituire elementi, per poi farla ripartire dando l’idea che le apparizioni, sparizioni o trasformazioni fossero avvenute in scena. Inoltre Méliès usava colorare a mano certe pellicole, intervenendo in questo modo dopo la fase di ripresa, esercitando dunque un controllo ulteriore sul risultato finale. Georges Méliès quindi prediligeva tecniche di lavorazione tipiche del cinema “d’animazione”.
FRATELLI LUMIERE:
GEORGE MELIES:
Nella SECONDA PARTE: Walt Disney, Orson Welles, Norman McClaren E Oshii Mamoru