Con l’avvento del cinema di Walt">http://it.wikipedia.org/wiki/Walt_Disney">Walt Disney (la cui fama e produzione, sono rappresentate prevalentemente da film a disegni animati), l’animazione conobbe una diffusione senza precedenti. Il successo di queste pellicole contribuì alla diffusione dell’idea secondo cui “l’animazione” fosse identificabile esclusivamente con il disegno animato; legabile quindi esclusivamente a un prodotto a sé stante rispetto al cinema “dal vero”.
WALT DISNEY:
Eppure le tecniche di lavorazione dell’animazione non abbandonarono mai il cinema “dal vero”: in Citizen Kane di Orson">http://it.wikipedia.org/wiki/Orson_Welles">Orson Welles, considerato da molti uno dei film più importanti della storia del cinema dall’avvento del sonoro in poi, molte inquadrature furono modificate in post produzione con veri e propri collage, realizzati utilizzando stampanti ottiche, indispensabili per ottenere profondità di campo fisicamente irraggiungibili e scenografie inesistenti.
CITIZEN KANE:
ORSON WELLES:
Un altro regista di notevole importanza, seppur di minore fama è Norman">http://it.wikipedia.org/wiki/Norman_McLaren">Norman McLaren, il quale incominciò a riappropriarsi di quel controllo del tempo tipico del cinema d’animazione, in un film con attori in carne e ossa: Neighbours (1952). Il film gli valse un Oscar e una nomination. Nonostante la presenza di attori in carne e ossa, il controllo del tempo permette un’animazione diversa da quella data comunemente da una macchina da presa e da un montaggio ordinario.
NEIGHBOURS:
MAKING OF THE MATRIX:
Recentemente, con l’avvento di effetti speciali digitali, il controllo sul tempo nel cinema “dal vero” è tornato a essere indispensabile durante le fasi della post produzione: a questo proposito si possono tornare a considerare The Matrix eThe Lord of the Rings; oppure Avalon (2001) di Oshii">http://www.neoneiga.it/dossier/oshii/">Oshii Mamoru, un film apparentemente completamente “dal vero” che, a un’osservazione attenta, si rivela essere largamente animato, essendo l’autore intervenuto addirittura modificando le espressioni sui volti degli attori, in fase di post produzione. Proprio citando Oshii Mamoru chiudiamo queste riflessioni circa il cinema “d’animazione” e il cinema “dal vero”:
“…la cosa più semplice è considerare tutto animazione. Una volta che la pellicola ha catturato il movimento e su di essa vi compaiono personaggi che solo in quel mondo hanno una loro esistenza, tutto diventa cinema: che siano stati ripresi dei disegni o che degli attori, è la stessa cosa. Questo è il concetto finale di cinema, per come io riesco a intenderlo ora. Esiste forse un modo più semplice per definirlo?”1.
- Nelson, Andrew Nathaniel, The modern Reader's Japanese-English Character Dictionary – second revised edition, 1974, Tuttle Language Library, Rutland-Tōkyō
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Cinema d'animazione e cinema "dal vero" - Seconda parte
Con l’avvento del cinema di Walt Disney (la cui fama e produzione, sono rappresentate prevalentemente da film a disegni animati), l’animazione conobbe una diffusione senza precedenti. Il successo di queste pellicole contribuì alla diffusione dell’idea secondo cui “l’animazione” fosse identificabile esclusivamente con il disegno animato; legabile quindi esclusivamente a un prodotto a sé stante rispetto al cinema “dal vero”.
WALT DISNEY:
Eppure le tecniche di lavorazione dell’animazione non abbandonarono mai il cinema “dal vero”: in Citizen Kane di Orson Welles, considerato da molti uno dei film più importanti della storia del cinema dall’avvento del sonoro in poi, molte inquadrature furono modificate in post produzione con veri e propri collage, realizzati utilizzando stampanti ottiche, indispensabili per ottenere profondità di campo fisicamente irraggiungibili e scenografie inesistenti.
CITIZEN KANE:
ORSON WELLES:
Un altro regista di notevole importanza, seppur di minore fama è Norman McLaren, il quale incominciò a riappropriarsi di quel controllo del tempo tipico del cinema d’animazione, in un film con attori in carne e ossa: Neighbours (1952). Il film gli valse un Oscar e una nomination. Nonostante la presenza di attori in carne e ossa, il controllo del tempo permette un’animazione diversa da quella data comunemente da una macchina da presa e da un montaggio ordinario.
NEIGHBOURS:
MAKING OF THE MATRIX:
Recentemente, con l’avvento di effetti speciali digitali, il controllo sul tempo nel cinema “dal vero” è tornato a essere indispensabile durante le fasi della post produzione: a questo proposito si possono tornare a considerare The Matrix eThe Lord of the Rings; oppure Avalon (2001) di Oshii Mamoru, un film apparentemente completamente “dal vero” che, a un’osservazione attenta, si rivela essere largamente animato, essendo l’autore intervenuto addirittura modificando le espressioni sui volti degli attori, in fase di post produzione. Proprio citando Oshii Mamoru chiudiamo queste riflessioni circa il cinema “d’animazione” e il cinema “dal vero”:
“…la cosa più semplice è considerare tutto animazione. Una volta che la pellicola ha catturato il movimento e su di essa vi compaiono personaggi che solo in quel mondo hanno una loro esistenza, tutto diventa cinema: che siano stati ripresi dei disegni o che degli attori, è la stessa cosa. Questo è il concetto finale di cinema, per come io riesco a intenderlo ora. Esiste forse un modo più semplice per definirlo?”1.
- Nelson, Andrew Nathaniel, The modern Reader's Japanese-English Character Dictionary – second revised edition, 1974, Tuttle Language Library, Rutland-Tōkyō