Clint Eastwood - ComunicaMente
<div align="right">Giulia Carluccio (a cura di)</div>
<div align="right"><b>Clint Eastwood</b></div>
<div align="right">elementi Marsilio</div>
<div align="right">176 pagine</div>
<div align="right">&#160;</div>
<div>Proseguono con regolarità le pubblicazioni monografiche che Marsilio dedica ai grandi registi del nostro tempo. Una delle più recenti uscite di questa interessante collana è un volume composto da cinque analisi di altrettanti film diretti da Clint Eastwood. Pur adottando metodologie diverse, le analisi qui presentate sono accomunare dall’intento di &#160;chiarire il rapporto che in questi anni il regista di <b>Flags of Our Fathers</b> ha intrattenuto con il cinema classico, mettendo sotto esame una delle formule che più ricorrono nel discorso critico quando si interessa di Eastwood, che egli sia cioè “l’ultimo dei classici”.</div>
<div>&#160;</div>
<div>Prendendo in considerazione soprattutto il cinema dell’ultimo ventennio (i film approfonditi sono <b>Il cavaliere pallido</b>, Gli spietati, <b>Un mondo perfetto</b>, Mystic River e Million Dollar Baby), i capitoli mettono in luce i limiti di questa affermazione ormai comunemente accettata, svelando un cineasta tutt’altro che pacificato con il cinema con cui è in continuo dialogo, occupato piuttosto in un tenace lavoro di <b>ripensamento delle forme classiche</b>, dell’esperienza dell’autorialità e dei generi. Ed è proprio il western – genere che ha dato la notorietà internazionale a Eastwood – a essere ripreso e rivisitato in due film come Il cavaliere pallido e <b>Gli spietati</b>: in particolare il film del 1992 sembra tornare alle radici preclassiche del genere, mettendo in scena una vera è propria incarnazione di un principio arcaico quale quello della Nemesi, mentre l’analisi de Il cavaliere pallido rileva come sia il suo stesso linguaggio ad aderire a una sorta di anticlassicità.</div>
<div>&#160;</div>
<div>Chiudono infine il libro tre scritti su film che riflettono sull’immaginario americano e i suoi miti (il romanzo di formazione <i>à la</i> Martin Eden e <b>Huckleberry Finn</b> in Un mondo perfetto e il lato oscuro di un american dream ormai tramutatosi in tragedia americana in <b>Mystic River</b>) e che pongono forti interrogativi morali (chiamando in causa il tema – ed è ancora il caso di Mystic River – della colpa o, come fa <b>Million Dollar Baby</b>, dell’eutanasia). La dimensione dell’etica è poi direttamente coinvolta in un film cui non si dedica qui un capitolo specifico, ma che ritorna frequentemente: <b>Gran Torino</b>. L’ultima prova d’attore di Eastwood può infatti essere letta come film-summa della sua intera carriera, come lucido esempio di discorso sull’oggi, di opera consapevole di un cinema d’autore che ha il respiro del cinema popolare.</div>
<div>&#160;</div>
<div>Fornito di una bio/bibliografia e di una dettagliata filmografia da regista e attore, il volume di Marsilio <b>Clint Eastwood</b>, pur rinunciando programmaticamente a esaurire la complessità dell’opera del regista di <b>Brivido nella notte</b>, giunge comunque, grazie al rigore dell’analisi e alla puntualità di un linguaggio specifico, a rendere conto del senso complessivo del lavoro di uno dei cineasti più acclamati del nostro tempo.</div>
<div>&#160;</div>
<div>&#160;</div>
<div><b>LA CURATRICE</b></div>
<div>&#160;</div>
<div><b>Giulia Carluccio</b> insegna storia del cinema presso l'Università di Torino. Ha pubblicato vari saggi e monografie e curato volumi sul cinema muto e sul cinema americano classico e contemporaneo. <i>Tra le sue pubblicazioni, Scritture della visione. Percorsi nel cinema muto</i> (Premio Limina - Carnica 2007 per il miglior libro di ricerca teorica e storiografica) e <i>Otto Preminger, regista. Generi, stili, storie</i>.<br />
<br />
(2 dicembre 2009)&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;Andrea Favazzo</div>
&#160;&#160;&#160;<hr />
<br />
Menù Principale:<strong>&#160; </strong><a href="http://www.comunicamente.org"><u>Home Page</u></a><strong> - </strong><a href="http://www.comunicamente.org/Comunicazione-Artistica_798571.html "><u>Comunicazione&#160;Artistica</u></a><strong>&#160;-&#160;</strong><a href="http://www.comunicamente.org/Cinema_798573.html"><u>Cinema</u></a><strong> - Clint Eastwood<br />
</strong><br />
Redazioni Correlate:<strong>&#160;&#160;<a href="http://www.comunicamente.org/Musica_798574.html"><u>Musica</u></a></strong><strong> -&#160;</strong><a href="http://www.comunicamente.org/Letteratura_798575.html"><u>Letteratura</u></a><strong> -&#160;</strong>Arte
Crea un sito web con EditArea.
 

Clint Eastwood

Giulia Carluccio (a cura di)
Clint Eastwood
elementi Marsilio
176 pagine
 
Proseguono con regolarità le pubblicazioni monografiche che Marsilio dedica ai grandi registi del nostro tempo. Una delle più recenti uscite di questa interessante collana è un volume composto da cinque analisi di altrettanti film diretti da Clint Eastwood. Pur adottando metodologie diverse, le analisi qui presentate sono accomunare dall’intento di  chiarire il rapporto che in questi anni il regista di Flags of Our Fathers ha intrattenuto con il cinema classico, mettendo sotto esame una delle formule che più ricorrono nel discorso critico quando si interessa di Eastwood, che egli sia cioè “l’ultimo dei classici”.
 
Prendendo in considerazione soprattutto il cinema dell’ultimo ventennio (i film approfonditi sono Il cavaliere pallido, Gli spietati, Un mondo perfetto, Mystic River e Million Dollar Baby), i capitoli mettono in luce i limiti di questa affermazione ormai comunemente accettata, svelando un cineasta tutt’altro che pacificato con il cinema con cui è in continuo dialogo, occupato piuttosto in un tenace lavoro di ripensamento delle forme classiche, dell’esperienza dell’autorialità e dei generi. Ed è proprio il western – genere che ha dato la notorietà internazionale a Eastwood – a essere ripreso e rivisitato in due film come Il cavaliere pallido e Gli spietati: in particolare il film del 1992 sembra tornare alle radici preclassiche del genere, mettendo in scena una vera è propria incarnazione di un principio arcaico quale quello della Nemesi, mentre l’analisi de Il cavaliere pallido rileva come sia il suo stesso linguaggio ad aderire a una sorta di anticlassicità.
 
Chiudono infine il libro tre scritti su film che riflettono sull’immaginario americano e i suoi miti (il romanzo di formazione à la Martin Eden e Huckleberry Finn in Un mondo perfetto e il lato oscuro di un american dream ormai tramutatosi in tragedia americana in Mystic River) e che pongono forti interrogativi morali (chiamando in causa il tema – ed è ancora il caso di Mystic River – della colpa o, come fa Million Dollar Baby, dell’eutanasia). La dimensione dell’etica è poi direttamente coinvolta in un film cui non si dedica qui un capitolo specifico, ma che ritorna frequentemente: Gran Torino. L’ultima prova d’attore di Eastwood può infatti essere letta come film-summa della sua intera carriera, come lucido esempio di discorso sull’oggi, di opera consapevole di un cinema d’autore che ha il respiro del cinema popolare.
 
Fornito di una bio/bibliografia e di una dettagliata filmografia da regista e attore, il volume di Marsilio Clint Eastwood, pur rinunciando programmaticamente a esaurire la complessità dell’opera del regista di Brivido nella notte, giunge comunque, grazie al rigore dell’analisi e alla puntualità di un linguaggio specifico, a rendere conto del senso complessivo del lavoro di uno dei cineasti più acclamati del nostro tempo.
 
 
LA CURATRICE
 
Giulia Carluccio insegna storia del cinema presso l'Università di Torino. Ha pubblicato vari saggi e monografie e curato volumi sul cinema muto e sul cinema americano classico e contemporaneo. Tra le sue pubblicazioni, Scritture della visione. Percorsi nel cinema muto (Premio Limina - Carnica 2007 per il miglior libro di ricerca teorica e storiografica) e Otto Preminger, regista. Generi, stili, storie.

(2 dicembre 2009)                                                              Andrea Favazzo
   

Menù Principale:  Home Page - Comunicazione Artistica - Cinema - Articoli in archivio - Clint Eastwood

Redazioni Correlate:  MusicaLetteraturaArte