ComunicaMente: Comunicare all'Old Brain
Volete comunicare con efficacia? Rivolgetevi all?old brain!

Avere la tesi più interessante, l’idea più innovativa o la soluzione migliore per quel contesto specifico non è, sempre, sinonimo di una comunicazione efficace e che porti quindi l’interlocutore ad identificarsi con la nostra idea oppure a scegliere la nostra soluzione.
 
Questo è il punto di partenza da cui prende le mosse lo studio dell’innovativa disciplina del “Neuromarketing” o “Scienza dell’Old Brain”.
Il Neuromarketing è l’applicazione degli ultimi risultati ottenuti nel campo delle Neuroscienze nei settori della Comunicazione (marketing, vendita, comunicazione interpersonale, ecc.); infatti le novità emerse in materia ci indicano che il cervello, oltre ad essere suddiviso in emisfero destro ed emisfero sinistro, il primo è dedicato alle attività logiche e il secondo alle attività concettuali e metaforiche, può essere suddiviso in tre parti:

 

  • Il “new brain” elabora i dati razionali;

 

  • Il “middle brain” elabora le emozioni ed i sentimenti;

 

  • L’ “old brain” o cervello primitivo, interagisce con le altre parti del cervello ed è colui che controlla il processo decisionale.

 

Le applicazioni e gli studi del “Neuromarketing” sono volti a capire e successivamente a raffinare la modalità di comunicazione verso chi controlla il processo decisionale o “Decision Maker” cioè l’Old brain, riuscendo così ad aumentare l’efficacia della comunicazione nei confronti dell’interlocutore.
 
Ma come si fa a comunicare con l’Old brain?
Il cervello primitivo sembrerebbe essere sensibile a sei specifici stimoli che riescono a rendere efficace la comunicazione nei suoi confronti e che quindi riescono in modo più efficace ad indirizzare il processo decisionale che esso compie.
I sei stimoli sono:

  • Egocentrismo, l’Old brain si attiva solo ed esclusivamente per questioni che riguardano la sopravvivenza, la sicurezza, il benessere e la riproduzione di se stessi;

 

  • Contrasto, il presentarsi di un contrasto gli permette di prendere una decisione, rapida e sicura;

 

  • Concretezza, apprezza particolarmente le idee concrete, afferrabili, semplici e facili. Non riesce infatti ad elaborare dei concetti complessi ed articolati;

 

  • Inizio e Fine, l’Old brain ricorda soprattutto la parte iniziale e quella finale di un messaggio, solitamente tutto ciò che stà nel mezzo viene dimenticato;

 

  • Visuale, il canale visivo è il mezzo più veloce ed efficace per comunicare con l’Old brain;

 

  • Emozionale, l’Old brain reagisce fortemente alle emozioni.
 
Come si arriva a comunicare con l’Old brain utilizzando i sei stimoli?
Per riuscire a produrre una comunicazione efficace nei confronti del cervello “ancestrale” tramite i sei stimoli prima elencati, il “Neuromarketing” ha individuato quattro step significativi da eseguire ed affinare:

  • Individuazione del Pain, diagnosticare l’ansia, la frustrazione, la tensione dell’interlocutore e realizzare un messaggio che possa contenere la soluzione al suo Pain;

 

  • Differenziare i propri Claim, esaltare la propria posizione rispetto a quella degli altri;

 

  • Dimostrare il Gain, mettere in luce i vantaggi che conseguono dai propri Claim;

 

  • Messaggio all’Old brain, concentrandosi sui sei stimoli.
 
Ovviamente, come ogni buon metodo per poter essere utilizzato al meglio necessita, di tanta e tanta pratica!
 
                                                                                                                                       Benedetto Vacca


Un ringraziamento a Sales Brain ed in particolar modo a Fabio Paron, Sales Brain global partner, per aver fornito il materiale fotografico e parte dei testi.
Di seguito trovate i link alle referenze più importanti inerenti all'argomento:

Link correlati:  salesbrain.net - neurosciencemarketing.com  

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Comunicare all'Old Brain
Volete comunicare con efficacia? Rivolgetevi all'Old Brain!
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Il Neuromarketing è l’applicazione degli ultimi risultati ottenuti nel campo delle Neuroscienze nei settori della Comunicazione (marketing, vendita, comunicazione interpersonale, ecc.); infatti le novità emerse in materia ci indicano che il cervello, oltre ad essere suddiviso in emisfero destro ed emisfero sinistro, il primo è dedicato alle attività logiche e il secondo alle attività concettuali e metaforiche, può essere suddiviso in tre parti:

 

  • Il “new brain” elabora i dati razionali;

 

  • Il “middle brain” elabora le emozioni ed i sentimenti;

 

  • L’ “old brain” o cervello primitivo, interagisce con le altre parti del cervello ed è colui che controlla il processo decisionale.

 

Le applicazioni e gli studi del “Neuromarketing” sono volti a capire e successivamente a raffinare la modalità di comunicazione verso chi controlla il processo decisionale o “Decision Maker” cioè l’Old brain, riuscendo così ad aumentare l’efficacia della comunicazione nei confronti dell’interlocutore.
 
Ma come si fa a comunicare con l’Old brain?
Il cervello primitivo sembrerebbe essere sensibile a sei specifici stimoli che riescono a rendere efficace la comunicazione nei suoi confronti e che quindi riescono in modo più efficace ad indirizzare il processo decisionale che esso compie.
I sei stimoli sono:

 

  • Egocentrismo, l’Old brain si attiva solo ed esclusivamente per questioni che riguardano la sopravvivenza, la sicurezza, il benessere e la riproduzione di se stessi;

 

  • Contrasto, il presentarsi di un contrasto gli permette di prendere una decisione, rapida e sicura;

 

  • Concretezza, apprezza particolarmente le idee concrete, afferrabili, semplici e facili. Non riesce infatti ad elaborare dei concetti complessi ed articolati;

 

  • Inizio e Fine, l’Old brain ricorda soprattutto la parte iniziale e quella finale di un messaggio, solitamente tutto ciò che stà nel mezzo viene dimenticato;

 

  • Visuale, il canale visivo è il mezzo più veloce ed efficace per comunicare con l’Old brain;

 

  • Emozionale, l’Old brain reagisce fortemente alle emozioni.
 
Come si arriva a comunicare con l’Old brain utilizzando i sei stimoli?
Per riuscire a produrre una comunicazione efficace nei confronti del cervello “ancestrale” tramite i sei stimoli prima elencati, il “Neuromarketing” ha individuato quattro step significativi da eseguire ed affinare:

 

  • Individuazione del Pain, diagnosticare l’ansia, la frustrazione, la tensione dell’interlocutore e realizzare un messaggio che possa contenere la soluzione al suo Pain;

 

  • Differenziare i propri Claim, esaltare la propria posizione rispetto a quella degli altri;

 

  • Dimostrare il Gain, mettere in luce i vantaggi che conseguono dai propri Claim;

 

  • Messaggio all’Old brain, concentrandosi sui sei stimoli.
 
Ovviamente, come ogni buon metodo per poter essere utilizzato al meglio necessita, di tanta e tanta pratica!
 
                                                                                                                                       Benedetto Vacca


Un ringraziamento a Sales Brain ed in particolar modo a Fabio Paron, Sales Brain global partner, per aver fornito il materiale fotografico e parte dei testi.
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