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Corsico Scienza: da Internet a Darwin
Mercoledì 14 novembre e per i due successivi mercoledì si è svolta presso la Sala La Pianta di Corsico un ciclo di incontri aventi per titolo Corsico Scienza. Le conferenze, patrocinate dall’Assessorato alla Cultura di Corsico e in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano Bicocca e con il Progetto Il bambino Autore hanno avuto come filo conduttore il rapporto tra nuove tecnologie scientifiche e il loro utilizzo.
Nella seconda serata il Professor Paolo Ferri, docente di teorie e tecniche dei nuovi media presso l’Università Milano Bicocca, ha evidenziato come in Italia e nei paesi dell’Europa continentale, esclusa la Spagna, vi sia una notevole arretratezza nell’alfabetizzazione informatica: in Italia questo tipo di alfabetizzazione risente di carenze profonde, che lo stesso studio dell’ECDL, la ormai famosa patente europea del computer, non riesce a colmare.
Con le parole ironiche di Ferri, lo studio dell’ECDL è un ottimo strumento per passare l’esame dell’ECDL, ma non permette ai ragazzi e agli adulti di conoscere in profondità lo strumento Internet e il PC, e non rende partecipi della ricerca scientifica vera e propria.
Per il professore questo tipo di studi dovrebbe cominciare in età giovanissima, ed egli rileva come siano oggi più intellettualmente vivaci i maestri a confronto con gli insegnanti più avanzati. Le collaborazioni di Ferri con maestri elementari lo inducono a guardare con maggior attenzione ai progetti della prima età scolare. Proprio perché siamo già all’interno di una rivoluzione antropologica, in cui per esempio i numeri di telefono sono affidati alle memorie digitali, liberando spazio nella nostra memoria, dobbiamo indirizzare i nostri sforzi verso i più piccoli.
Successivamente il dottor Andrea Scotti, ricercatore presso l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, ha mostrato come in Italia, diversamente dai paesi anglofoni, vi sia una frattura netta tra discipline umanistiche e discipline scientifiche, frattura dovuta a retaggi culturali ottocenteschi. Si è soliti pensare che le Scienze e le Lettere siano per loro natura divise: per il dottor Scotti è evidente che lo studio di questi ambiti del sapere debba avvenire congiuntamente. Per esempio quando si vuole affrontare lo studio di una lingua straniera è necessario il metodo scientifico, nel senso che la grammatica trae origine nella logica e nella computazione: il calcolo della logica classica, ma non solo, permette di analizzare una lingua nelle sue componenti fondamentali. Inoltre la logica proposizionale ha avuto un ruolo fondamentale per la nascita dell’informatica.
Scienza e Lettere, come avviene in Gran Bretagna, dove esistono corsi di laurea dove studi umanistici e scientifici si compenetrano, dovrebbero aiutarsi vicendevolmente, dando origine a figure professionali avanzate, in grado di far fronte all’innovazione. In Italia invece la separazione netta dei due ambiti produce figure sbiadite e non concorrenziali.
Se i due relatori citati hanno parlato perlopiù di metodi, Dario Generali e il noto professore Telmo Pievani hanno introdotto interessanti contenuti a partire dalla sistematica scientifica per giungere alla teoria darwiniana.
Dario Generali, coordinatore scientifico dell’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Vallisneri, ha mostrato una introduzione alla Sistematica, dagli studi di Aristotele ai precursori di Darwin: la sistematica e l’idea della catena degli esseri verrà poi sostituita dalla metafora dell’albero evolutivo di Darwin.
Il professor Telmo Pievani, docente di Filosofia della Scienza presso l’Università Milano Bicocca, e autore di molti libri di successo, ha parlato dei quaderni di Darwin, che verranno pubblicati in italiano l’anno prossimo. Da essi si può trarre l’origine delle idee evoluzionistiche, con venti anni di anticipo rispetto al noto L’Origine delle specie. Si possono trarre conclusioni importanti e vedere all’opera la mente di Darwin che riflette su ciò che ha visto nei cinque anni di viaggio con il Beagle. In essi si dipana il percorso scientifico e umano del filosofo e naturalista Darwin e si trovano conclusioni rimaste nell’oblio per più di un secolo e mezzo. I quaderni infatti sono databili intorno al 1837/1838 e sono rimasti nascosti fino agli anni ottanta, quando vengono pubblicati in inglese. Indubbiamente la pubblicazione in italiano renderà maggiormente accessibili questi scritti.
In conclusione si può sicuramente affermare che questa serie di incontri ha fornito spunti significativi agli addetti ai lavori, ma non solo, e speriamo vivamente che questo possa essere un punto di partenza per nuovi progetti.

(03 dicembre 2007)                                                                                                           Fabrizio Maida

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