Dai beat alla generazione dell'iPod - ComunicaMente
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<p align="right">Lucio Spaziante<o:p></o:p></p>
<p align="right"><b style="">Dai beat alla generazione dell’iPod<o:p></o:p>    </b></p>
<p align="right">Carocci<o:p></o:p></p>
<p align="right">208 pagine<o:p></o:p></p>
<p align="right"><o:p>&#160;</o:p></p>
<p>Talvolta scrivere di musica attenendosi a prendere in considerazione armonia, ritmo e melodia può risultare piuttosto limitante. Questo semplice assunto cresce in fondatezza se viene poi coinvolta nella trattazione la musica composta per i giovani, la musica pop. <b style="">Dai beat alla generazione dell’iPod </b>tenta con successo di varcare i confini della testualità (liriche, canzoni, cover degli album e così via) per incontrare fenomeni collettivi a essa legati, quali gli immaginari e la moda, per giungere a tracciare un’evoluzione delle culture musicali giovanili dagli anni Cinquanta a oggi; culture, queste, che, dal canto loro, adottano codici legati all’identità e all’appartenenza a sistemi di valori condivisi dai membri di uno stesso gruppo. Scopo di questo testo è dunque cogliere le caratteristiche peculiari di queste culture per rendere conto delle loro differenze/opposizioni e dei <b style="">continui processi di negoziazione</b> interna ed esterna che concernono il loro statuto, poiché, se è vero che al loro interno le appartenenze si definiscono in base alla visibilità e alla differenziazione rispetto ad altre culture, è altrettanto significativo il fatto che spesso e volentieri il loro sviluppo segue traiettorie imprevedibili – quando non contraddittorie – che di fatto trasformano profondamente – fino a farli cambiare di segno – i loro connotati sociali e ideologici “originari”. In tempi recenti, l’esito più sorprendente di queste sorprendenti dinamiche di conflitto e di mescolanza tra culture musicali anche lontane tra loro è rappresentato dal <b style="">grunge</b>: nato dall’incontro tra due mondi “geopoliticamente” nemici come l’hard rock e l’indie, il genere portato al successo da gruppi come <b style="">Nirvana</b> e <b style="">Soundgarden</b> adotta per di più un immaginario visivo che si può definire neohippy.<o:p></o:p></p>
<p><o:p>&#160;</o:p></p>
<p>Lucio Spaziante ricostruisce in definitiva le vicende di universi segnati da <b style="">generi musicali, mode e immaginari</b> che propongono forti opposizioni concettuali (musica bianca vs tradizione nera, trasandatezza – bandiera del punk – vs eleganza – istanza più vicina al glam rock o al gothic) e che vedono il ruolo della musica mutare di decennio in decennio. Se negli <b style="">anni Sessanta</b> questa rappresentava uno strumento di cambiamento e già nella decade successiva assumeva su di sé la forza di una spinta ribellistica, nei più recenti lustri ha perso anche ogni qualsivoglia funzione identitaria, parcellizzandosi e facendosi, quasi seguendo la nota espressione di Zygmunt Bauman, “liquida”.<o:p></o:p></p>
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<p>Il libro edito da Carocci riesce a sintetizzare con puntualità e chiarezza un percorso che nasce negli Stati Uniti negli anni Cinquanta e che, nonostante nel corso dei decenni assuma declinazioni fortemente angloamericane, vive di apporti che provengono da altre parti del mondo: è il caso, per esempio, della Giamaica – con generi come il reggae e il dub -, dell’Italia – con una certa dance -, o di un Paese come la Germania, che ha visto due dischi dei suoi Kraftwerk (<b style="">Autobahn</b> e <b style="">Trans-Europe Express</b>) diventare veri e propri oggetti di culto nei ghetti neri degli Stati Uniti.<o:p></o:p></p>
<p><o:p>&#160;</o:p></p>
<p>Lungi dal proporre una semplice storia della musica pop, <b style="">Dai beat alla generazione dell’iPod </b>pone l’accento soprattutto sulle molteplici interconnessioni tra questa forma d’arte e di industria e le istanze storiche, politiche, sociali e della moda, riuscendo a ricostruirne le vicende in modo appassionato e convincente.<o:p></o:p></p>
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<p><b style="">L’AUTORE<o:p></o:p>    </b></p>
<p><b style="">Lucio Spaziante </b>insegna Semiotica all’Università di Ferrara e Analisi dei linguaggi giovanili e Semiotica dei media all’Università di Bologna. Per Carocci ha pubblicato <i style="">Sociosemiotica del pop. Identità, testi e pratiche musicali</i>.<o:p></o:p></p>
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<p>(15 maggio 2010)&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Andrea Favazzo<o:p></o:p></p>
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Dai beat alla generazione dell'iPod

Lucio Spaziante

Dai beat alla generazione dell’iPod

Carocci

208 pagine

 

Talvolta scrivere di musica attenendosi a prendere in considerazione armonia, ritmo e melodia può risultare piuttosto limitante. Questo semplice assunto cresce in fondatezza se viene poi coinvolta nella trattazione la musica composta per i giovani, la musica pop. Dai beat alla generazione dell’iPod tenta con successo di varcare i confini della testualità (liriche, canzoni, cover degli album e così via) per incontrare fenomeni collettivi a essa legati, quali gli immaginari e la moda, per giungere a tracciare un’evoluzione delle culture musicali giovanili dagli anni Cinquanta a oggi; culture, queste, che, dal canto loro, adottano codici legati all’identità e all’appartenenza a sistemi di valori condivisi dai membri di uno stesso gruppo. Scopo di questo testo è dunque cogliere le caratteristiche peculiari di queste culture per rendere conto delle loro differenze/opposizioni e dei continui processi di negoziazione interna ed esterna che concernono il loro statuto, poiché, se è vero che al loro interno le appartenenze si definiscono in base alla visibilità e alla differenziazione rispetto ad altre culture, è altrettanto significativo il fatto che spesso e volentieri il loro sviluppo segue traiettorie imprevedibili – quando non contraddittorie – che di fatto trasformano profondamente – fino a farli cambiare di segno – i loro connotati sociali e ideologici “originari”. In tempi recenti, l’esito più sorprendente di queste sorprendenti dinamiche di conflitto e di mescolanza tra culture musicali anche lontane tra loro è rappresentato dal grunge: nato dall’incontro tra due mondi “geopoliticamente” nemici come l’hard rock e l’indie, il genere portato al successo da gruppi come Nirvana e Soundgarden adotta per di più un immaginario visivo che si può definire neohippy.

 

Lucio Spaziante ricostruisce in definitiva le vicende di universi segnati da generi musicali, mode e immaginari che propongono forti opposizioni concettuali (musica bianca vs tradizione nera, trasandatezza – bandiera del punk – vs eleganza – istanza più vicina al glam rock o al gothic) e che vedono il ruolo della musica mutare di decennio in decennio. Se negli anni Sessanta questa rappresentava uno strumento di cambiamento e già nella decade successiva assumeva su di sé la forza di una spinta ribellistica, nei più recenti lustri ha perso anche ogni qualsivoglia funzione identitaria, parcellizzandosi e facendosi, quasi seguendo la nota espressione di Zygmunt Bauman, “liquida”.

 

Il libro edito da Carocci riesce a sintetizzare con puntualità e chiarezza un percorso che nasce negli Stati Uniti negli anni Cinquanta e che, nonostante nel corso dei decenni assuma declinazioni fortemente angloamericane, vive di apporti che provengono da altre parti del mondo: è il caso, per esempio, della Giamaica – con generi come il reggae e il dub -, dell’Italia – con una certa dance -, o di un Paese come la Germania, che ha visto due dischi dei suoi Kraftwerk (Autobahn e Trans-Europe Express) diventare veri e propri oggetti di culto nei ghetti neri degli Stati Uniti.

 

Lungi dal proporre una semplice storia della musica pop, Dai beat alla generazione dell’iPod pone l’accento soprattutto sulle molteplici interconnessioni tra questa forma d’arte e di industria e le istanze storiche, politiche, sociali e della moda, riuscendo a ricostruirne le vicende in modo appassionato e convincente.

 

 

L’AUTORE

Lucio Spaziante insegna Semiotica all’Università di Ferrara e Analisi dei linguaggi giovanili e Semiotica dei media all’Università di Bologna. Per Carocci ha pubblicato Sociosemiotica del pop. Identità, testi e pratiche musicali.

 

(15 maggio 2010)                                                           Andrea Favazzo

 
 


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