Drammaturgie multimediali - ComunicaMente




 

Gianni Canova (a cura di)


Drammaturgie multimediali 


Unicopli


157 pagine


 


Che cosa succede a un medium quando incontra l’universo digitale di internet? Come si contaminano questi due soggetti e quali forme assume la loro ibridazione? In che modo la replicabilità digitale rende obsoleti i modelli drammaturgici tradizionali? A queste e altre domande prova a dare risposta questo saggio collettivo e multidisciplinare edito da Unicopli e curato dal critico cinematografico Gianni Canova.


 


Partendo dalla riflessione di testi-guida per lo studio dei New Media (su tutti Remediation: competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi di Bolter e Grusin e Il linguaggio dei nuovi media di Lev Manovich), per poi però superarli, i saggi qui proposti si accostano a casi in cui i mezzi di comunicazione, grazie all’incontro con il digitale, hanno conosciuto una mutazione dei loro linguaggi e delle loro forme di rappresentazione. È il caso, per esempio, di un film come Redacted di Brian De Palma, il quale, operando una moltiplicazione dei punti di vista sul mondo narrato, finisce col mimare il surfing su internet; o ancora del videoclip, divenuto definitivamente oggetto crossmediale. Il saggio curato da Gianni Sibilla, in particolare, individua in Supernatural Superserious dei R.E.M. uno dei più interessanti esperimenti di drammaturgia multimediale: in quanto rimontabile e remixabile all’infinito dagli utenti della rete, il video esibisce una messa in scena mai definitiva (operazione, quella compiuta dalla band di Michael Stipe, del tutto simile a quella che Wu Ming compie sulla propria produzione letteraria). Ri-mediazioni (azzardando un neologismo, potremmo quasi chiamarle neo-ri-mediazioni), queste che sembrano portare alle estreme conseguenze il concetto di interattività. La diffusione degli strumenti offerti dal web 2.0 ha permesso infatti il sorgere della figura del prosumer (termine che nasce dalla crasi dei termini professional e consumer), uno spettatore (fruitore) che – tra svago e semiprofessionalità – lavora creativamente sui materiali mediali offerti dalla rete (si pensi all’uso – in senso echiano – di certi trailer cinematografici su YouTube), plasmandoli, per esempio, al fine di mettere in scena la propria identità in forma di narrazione.


 


Nell’effettuare una panoramica su alcuni mezzi di comunicazione – colti nella loro fase di evoluzione digitale – Drammaturgie multimediali da un lato offre numerosi spunti per interpretare la loro capacità di proporsi in piattaforme multi/metamediali, dall’altro mette più volte in risalto una certa limitatezza dello sfruttamento da parte di fruitori (come nel caso del web 2.0) e di certi soggetti produttivi (come nel caso di Magnolia con l’operazione Isola dei famosi su Second Life) delle ampie possibilità offerte dai media digitali.


 


 


IL CURATORE 


Gianni Canova è professore ordinario di Storia e critica del cinema e preside della Facoltà di Scienze della comunicazione presso l'Università IULM di Milano. Fondatore e direttore del mensile "Duel" (ora "Duellanti"), ha scritto di cinema e media per quotidiani e riviste di rilievo nazionale. Attualmente è critico cinematografico per i canali Cinema di Sky. Tra le sue pubblicazioni più recenti, la nuova edizione della Garzantina Cinema (2009).


 


(22 maggio 2010)                                                           Andrea Favazzo








Menù Principale:    Home Page - Comunicazione Mediatica - Web  - Drammaturgie multimediali



Redazioni Correlate: TelevisioneRadio - Stampa      




Crea un sito web con EditArea.
 

Drammaturgie multimediali

Gianni Canova (a cura di)

Drammaturgie multimediali

Unicopli

157 pagine

 

Che cosa succede a un medium quando incontra l’universo digitale di internet? Come si contaminano questi due soggetti e quali forme assume la loro ibridazione? In che modo la replicabilità digitale rende obsoleti i modelli drammaturgici tradizionali? A queste e altre domande prova a dare risposta questo saggio collettivo e multidisciplinare edito da Unicopli e curato dal critico cinematografico Gianni Canova.

 

Partendo dalla riflessione di testi-guida per lo studio dei New Media (su tutti Remediation: competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi di Bolter e Grusin e Il linguaggio dei nuovi media di Lev Manovich), per poi però superarli, i saggi qui proposti si accostano a casi in cui i mezzi di comunicazione, grazie all’incontro con il digitale, hanno conosciuto una mutazione dei loro linguaggi e delle loro forme di rappresentazione. È il caso, per esempio, di un film come Redacted di Brian De Palma, il quale, operando una moltiplicazione dei punti di vista sul mondo narrato, finisce col mimare il surfing su internet; o ancora del videoclip, divenuto definitivamente oggetto crossmediale. Il saggio curato da Gianni Sibilla, in particolare, individua in Supernatural Superserious dei R.E.M. uno dei più interessanti esperimenti di drammaturgia multimediale: in quanto rimontabile e remixabile all’infinito dagli utenti della rete, il video esibisce una messa in scena mai definitiva (operazione, quella compiuta dalla band di Michael Stipe, del tutto simile a quella che Wu Ming compie sulla propria produzione letteraria). Ri-mediazioni (azzardando un neologismo, potremmo quasi chiamarle neo-ri-mediazioni), queste che sembrano portare alle estreme conseguenze il concetto di interattività. La diffusione degli strumenti offerti dal web 2.0 ha permesso infatti il sorgere della figura del prosumer (termine che nasce dalla crasi dei termini professional e consumer), uno spettatore (fruitore) che – tra svago e semiprofessionalità – lavora creativamente sui materiali mediali offerti dalla rete (si pensi all’uso – in senso echiano – di certi trailer cinematografici su YouTube), plasmandoli, per esempio, al fine di mettere in scena la propria identità in forma di narrazione.

 

Nell’effettuare una panoramica su alcuni mezzi di comunicazione – colti nella loro fase di evoluzione digitale – Drammaturgie multimediali da un lato offre numerosi spunti per interpretare la loro capacità di proporsi in piattaforme multi/metamediali, dall’altro mette più volte in risalto una certa limitatezza dello sfruttamento da parte di fruitori (come nel caso del web 2.0) e di certi soggetti produttivi (come nel caso di Magnolia con l’operazione Isola dei famosi su Second Life) delle ampie possibilità offerte dai media digitali.

 

 

IL CURATORE

Gianni Canova è professore ordinario di Storia e critica del cinema e preside della Facoltà di Scienze della comunicazione presso l'Università IULM di Milano. Fondatore e direttore del mensile "Duel" (ora "Duellanti"), ha scritto di cinema e media per quotidiani e riviste di rilievo nazionale. Attualmente è critico cinematografico per i canali Cinema di Sky. Tra le sue pubblicazioni più recenti, la nuova edizione della Garzantina Cinema (2009).

 

(22 maggio 2010)                                                           Andrea Favazzo



Menù Principale:    Home Page - Comunicazione Mediatica - Web  - Drammaturgie multimediali

Redazioni Correlate: TelevisioneRadio - Stampa