ComunicaMente: Identità catodiche
Piero Vereni

Identità catodiche

170 pagine

Meltemi

 

Da sempre specializzata in pubblicazioni di studi mediologici, la casa editrice Meltemi pubblica Identità catodiche, una raccolta di “sondaggi” che indagano in prospettiva antropologica la rappresentazione che l’universo mediatico contemporaneo (in particolare la televisione italiana) offre dell’identità collettiva.

 

Piero Vereni – tra lo scientifico e il provocatorio – propone nuove linee di ricerca per un’antropologia dei media: l’identità, essendo definita da segni che contribuiscono a creare differenze, ha una connotazione semiotica e dunque – secondo l’autore – comunicativa. I sette saggi che compongono il volume presentano perciò i mezzi di comunicazione non come persuasori occulti o principali responsabili dell’odierno svilimento culturale, quanto piuttosto come elementi-chiave della natura mediata della vita sociale, luogo in cui vengono continuamente negoziate istanze quali quella dell’identità. Ed ecco allora che un programma come Amici di Maria De Filippi è stato capace di modificare la percezione che i giovani italiani avevano degli immigrati albanesi e, di riflesso, la modalità con cui il popolo albanese pensava sé stesso: se buona parte dell’informazione del nostro Paese ha messo in scena questo migrante come personaggio contraddistinto dall’estrema indigenza e dalla dedizione al crimine, il reality rappresentava l’albanese come sex symbol (Kledi Kadiu), come corpo sinuoso e seducente, come lavoratore tenace e determinato (Leon Cino, Anbeta Toromani).

 

Se il reality è il genere televisivo che meglio si adatta al ruolo di oggetto di indagine per l’analisi antropologica (Vereni si accosta anche a un ulteriore prodotto di Maria De Filippi, C’è posta per te, assurto a romanzo di formazione sentimentale per la piccola borghesia e il proletariato del nuovo millennio), telefilm, film TV e altre forme della serialità televisiva vengono prese in considerazione per le modalità di rappresentazione dell’uomo meridionale e della famiglia italiana negli ultimi vent’anni. Partendo da un’opera di schedatura di 880 titoli, l’autore sonda, attraverso il metodo dell’analisi dei contenuti, la fiction italiana da La piovra a Il commissario Montalbano e da Papà prende moglie a Un ciclone in famiglia 3 per evidenziarne il rapporto tra stereotipi proposti e pratiche quotidiane e rilevarne le tipologie di personaggi che finiscono per uscire dallo schermo per produrre o rinforzare le identità collettive.

 

Identità catodiche unisce la complessità e la precisione di un saggio scientifico a scelte linguistiche talvolta ironiche e provocatorie e tuttavia non si limita all’osservazione dell’esistente, ma tenta di aprire nuove prospettive per un ambito di ricerca che in futuro dovrà fare sempre più i conti con i media elettronici.

 

L’AUTORE

 

Piero Vereni, antropologo, è ricercatore all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Ha condotto ricerche sul campo lungo i confini tra Macedonia occidentale greca e Repubblica di Macedonia e tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda, lavorando sui processi di formazione delle identità etniche e nazionali. Ha avuto incarichi di ricerca e insegnamento a Belfast, Venezia, Lubiana, Roma, Napoli, Arcavacata di Rende, Firenze e Teramo. Tra le sue recenti pubblicazioni: Vite di confine (2004).

 

(20 novembre 2008)                                                                                                       Andrea Favazzo

 



 

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Identità catodiche
Piero Vereni
Identità catodiche
170 pagine
Meltemi
 
Da sempre specializzata in pubblicazioni di studi mediologici, la casa editrice Meltemi pubblica Identità catodiche, una raccolta di “sondaggi” che indagano in prospettiva antropologica la rappresentazione che l’universo mediatico contemporaneo (in particolare la televisione italiana) offre dell’identità collettiva.
 
Piero Vereni – tra lo scientifico e il provocatorio – propone nuove linee di ricerca per un’antropologia dei media: l’identità, essendo definita da segni che contribuiscono a creare differenze, ha una connotazione semiotica e dunque – secondo l’autore – comunicativa. I sette saggi che compongono il volume presentano perciò i mezzi di comunicazione non come persuasori occulti o principali responsabili dell’odierno svilimento culturale, quanto piuttosto come elementi-chiave della natura mediata della vita sociale, luogo in cui vengono continuamente negoziate istanze quali quella dell’identità. Ed ecco allora che un programma come Amici di Maria De Filippi è stato capace di modificare la percezione che i giovani italiani avevano degli immigrati albanesi e, di riflesso, la modalità con cui il popolo albanese pensava sé stesso: se buona parte dell’informazione del nostro Paese ha messo in scena questo migrante come personaggio contraddistinto dall’estrema indigenza e dalla dedizione al crimine, il reality rappresentava l’albanese come sex symbol (Kledi Kadiu), come corpo sinuoso e seducente, come lavoratore tenace e determinato (Leon Cino, Anbeta Toromani).
 
Se il reality è il genere televisivo che meglio si adatta al ruolo di oggetto di indagine per l’analisi antropologica (Vereni si accosta anche a un ulteriore prodotto di Maria De Filippi, C’è posta per te, assurto a romanzo di formazione sentimentale per la piccola borghesia e il proletariato del nuovo millennio), telefilm, film TV e altre forme della serialità televisiva vengono prese in considerazione per le modalità di rappresentazione dell’uomo meridionale e della famiglia italiana negli ultimi vent’anni. Partendo da un’opera di schedatura di 880 titoli, l’autore sonda, attraverso il metodo dell’analisi dei contenuti, la fiction italiana da La piovra a Il commissario Montalbano e da Papà prende moglie a Un ciclone in famiglia 3 per evidenziarne il rapporto tra stereotipi proposti e pratiche quotidiane e rilevarne le tipologie di personaggi che finiscono per uscire dallo schermo per produrre o rinforzare le identità collettive.
 
Identità catodiche unisce la complessità e la precisione di un saggio scientifico a scelte linguistiche talvolta ironiche e provocatorie e tuttavia non si limita all’osservazione dell’esistente, ma tenta di aprire nuove prospettive per un ambito di ricerca che in futuro dovrà fare sempre più i conti con i media elettronici.
 
L’AUTORE
 
Piero Vereni, antropologo, è ricercatore all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Ha condotto ricerche sul campo lungo i confini tra Macedonia occidentale greca e Repubblica di Macedonia e tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda, lavorando sui processi di formazione delle identità etniche e nazionali. Ha avuto incarichi di ricerca e insegnamento a Belfast, Venezia, Lubiana, Roma, Napoli, Arcavacata di Rende, Firenze e Teramo. Tra le sue recenti pubblicazioni: Vite di confine (2004).
 
(20 novembre 2008)                                                                                                       Andrea Favazzo
 

 
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