Nella sesta giornata di concorso, assistiamo alla proiezione dell’ultimo film in concorso, Italian Dream scritto e diretto da Sandro Baldoni, con un Ivano Marescotti in ottima forma.
TRAMA: Antonio è un uomo di mezza età, appassionato di gioco d’azzardo, con un sogno nel cassetto: aprire un locale di lusso a Londra. Un giorno incontra per caso Raniero, un uomo molto ricco e potente, che inizia a seguirlo, coprendolo di regali e facendolo arricchire. Antonio non sa bene come affrontarlo, è infastidito dalle intromissioni dell’uomo, ma d’altro canto le cose non gli erano mai andate così bene. Nonostante tutto sceglie di incontrare l’uomo per capire cosa spinga l’uomo a simili intromissioni nella vita privata, l’uomo gli spiega che Antonio è destinato ad ucciderlo…
CRITICA: Sandro Baldoni realizza un film di alta qualità, in un contesto caratterizzato da elementi surreali largamente satirici verso l’attuale realtà italiana, Ivano Marescotti si trova a muoversi nei panni di un personaggio che gli è palesemente stato cucito su misura; un personaggio destinato ad essere assorbito in un vortice di eventi di cui perde il controllo prima di rendersene conto, verso un epilogo annunciato ma ineluttabile. In un gioco tra uomini convinti (erroneamente) di essere padroni del proprio destino, paradossalmente, assistiamo ai sogni che sopravvivono ai propri sognatori. Il tutto in una rappresentazione della realtà satrica e non priva di critica. Il risultato è un film non troppo economico, ma nemmeno troppo costoso, girato con grande abilità, con personaggi ottimamente caratterizzati, e una buona colonna sonora. Risultato interessante ed apprezzabile, decisamente utile nel panorama italiano.
Voto: 8
La serata è poi proseguita in compagnia di Enzo Iannacci, che ha presentato L’Udienza, film di Marco Ferreri del 1971 che lo vede protagonista. Interessante qualche aneddoto sul modo di dirigere Ferreri.
TRAMA: Amedeo (Enzo Iannacci) è un giovane ufficiale in congedo, che si trova in visita al vaticano con l’obbiettivo di parlare con il Papa. Qui si scontra con una burocrazia pontificia, che lo rimbalza dal capo della polizia vaticana Aureliano Diaz (Ugo Tognazzi), la prostituta che inizialmente collabora con la polizia vaticana (Claudia Cardinale), il rappresentante della nobiltà alla corte papale, il principe Donati (Vittorio Gassman), e il cardinale della corrente progressista Padre Amerin (Michel Piccolì) presto Amedeo si trova in un circolo vizioso da cui è impossibile uscire, unito al suo irrefrenabile desiderio di parlare con il santo padre, figura tanto evocata quanto irraggiungibile…
CRITICA: Il film è una fortissima ed evidente critica ad una burocrazia spietata, di stampo cattolico, sotto questo punto di vista, il vaticano, può rappresentare nel film l’intero stato italiano (all’epoca governato dalla DC), prigioniero di una burocrazia spesso insensata, ma estenuante per le persone normali (burocrazia di cui tuttora lo stato italiano subisce le conseguenze). Oltre a questo però il film rappresenta anche una cocente critica al popolo benpensante in generale dell’epoca, all’ipocrisia, rappresentato nelle sue sfaccettature dai diversi personaggi del film, tutti rigorosamente permeati da un servilismo nei confronti di un Papa, di cui pare non sentano nemmeno la voce. Efficace, surreale, intelligente, coraggioso, ottimamente interpretato, il film non è tra i capolavori di Marco Ferreri (La grande abbuffata, Dillinger è morto), ma resta un grande film, non troppo schiavo del suo tempo, nonostante i costanti riferimenti, con un cast eccezionale, e lo stampo del maggiore regista surrealista italiano di sempre.
Voto: 8,5
(28 febbraio 2008) Giacomo Cracco
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