Antonio Costa (a cura di)
Ingmar Bergman
elementi Marsilio
192 pagine
Autore colto di un cinema in stretta relazione con il teatro ed estimatore delle origini povere della settima arte, pensatore alle prese con il tema del silenzio di Dio e cineasta che celebra gli effetti ottici prodotti dalla lanterna magica, Ingmar Bergman è un regista tra i più complessi all’interno della storia del cinema.
Questa monografia di Marsilio tenta di mettere in luce, attraverso l’analisi dei sei titoli più importanti della sua filmografia, gli aspetti più trascurati dalla tradizione degli studi critici, sottolineando lo statuto autoriale del suo cinema e, allo stesso tempo, riconoscendone i debiti nei confronti del cinema di genere (soprattutto quello fantastico, erotico e horror) e delle sue potenzialità. In un film che racconta di un itinerario spirituale “alla ricerca del tempo perduto” come Il posto delle fragole, ad esempio, realismo e onirismo, fantasia e realtà, si compenetrano per disegnare un mondo simile a quello della vita interiore, un luogo psichico dove l’eros talvolta cerca la propria liberazione (Monica e il desiderio e le sue disavventure con la censura) e la morte è una presenza costante (Il settimo sigillo, Sussurri e grida).
Se nel corso degli anni alcune caratteristiche del regista di Persona e Fanny e Alexander si sono rese riconoscibili (l’uso insistito del Primo Piano, lo sguardo introspettivo, l’attenzione alle angosce dell’uomo contemporaneo), questo volume non disdegna un’escursione in quel cinema pubblicitario che ha impegnato Bergman tra il 1951 e il 1953: nove short che fanno da preambolo all’apertura alla commedia che caratterizzerà gli anni successivi e che mettono in scena un universo fatto di leggerezza e allegria, in cui l’autore gioca a smontare e rimontare metalinguisticamente i meccanismi della pubblicità. Gioco: i corti pubblicitari si presentano infatti come ulteriore testimonianza di un autore che, capace di esprimersi attraverso molteplici media, avverte lo spettatore che il cinema è sempre inganno, magia, trucco necessario per mettere in scena il mistero dell’esistenza.
IL CURATORE
Antonio Costa insegna cinema alla Facoltà di Design e Arti di Venezia. I suoi saggi più recenti sono: Il cinema e le arti visive (Einaudi, Torino 2002), Marco Bellocchio, I pugni in tasca (Lindau, Torino 2005). Per Marsilio ha curato l’edizione italiana di L’organizzazione dello spazio nel Faust nel Murnau di Rohmer (2a ed.), Hitchcock di Rohmer e Chabrol (5a ed.) e L’arte del film di Vachel.
(16 aprile 2009) Andrea Favazzo
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