ComunicaMente: L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema
<div align="right">Michel Chion</div>
<div align="right"><b>L’audiovisione. Suono e immagine nel cinema</b></div>
<div align="right">Lindau</div>
<div align="right">208 pagine</div>
<div align="right">&#160;</div>
<div>Nella maggior parte dei casi, quando abbiamo intenzione di andare al cinema o di inserire un dvd nel lettore, lo facciamo pensando “soltanto” di <i>vedere</i> un film. In questa abitudine può risiedere la diffusa sottovalutazione dell’aspetto sonoro implicato nell’esperienza audiovisiva.</div>
<div>&#160;</div>
<div>Giunto ormai alla quarta edizione, questo libro di Michel Chion ristampato da Lindau fa i conti con la dimensione auditiva e il suo complesso rapporto con le immagini in movimento, arrivando a sostenere la trans-sensorialità della percezione audiovisiva. Quest’ultima, infatti, lungi dal costituirsi come risultato di una semplice somma delle attività dell’occhio da una parte e dell’orecchio dall’altra, viene riconosciuta come totalità in cui <b>immagini e suoni si influenzano a vicenda</b>. A tale risultato si perviene – secondo l’autore – già durante la prima operazione per un’analisi audiovisiva di un film, quando ci si deve porre le prime basilari questioni (“<b>Che cosa vedo di ciò che sento?</b>”, “Che cosa sento di ciò che vedo?”) e accostarsi al film in modo non immediato (rivederne una sequenza senza audio, poi semplicemente ascoltandola oscurando lo schermo). Gli accorgimenti proposti da Chion, accompagnati da lucide riflessioni e argomentazioni ancora attualissime arrivano così a dirci della non-naturalità della combinazione immagine-suono del cinema, di un’arbitrarietà che svela allo stesso tempo la <b>natura culturale e comunicativa dell’oggetto-film</b>.</div>
<div>&#160;</div>
<div>In questo testo capitale, l’autore individua le implicazioni estetiche, narrative, percettive e ideologiche dell’uso che è stato fatto dell’audio da parte di un cinema che l’ha relegato a un ruolo di <b>accompagnamento dell’immagine</b> a dispetto della sua capacità di arricchirla dal punto di vista informativo ed espressivo e di caricarla di realismo. Dall’introduzione del parlato negli anni Venti fino alle nuove tecniche del Dolby Surround e del digitale, lo studioso francese traccia infine la storia di un cinema inchiodato al verbocentrismo, che ha esaltato la musica commentativa e contemporaneamente svalutato il rumore dal punto di vista estetico, auspicandone la nascita di uno nuovo (il cui capostipite potrebbe essere <b>Figli di un dio minore</b> di Randa Haines) che sappia valorizzare l’elemento sonoro e che faccia incontrare in modo inedito la parola e la materia sensibile.</div>
<div>&#160;</div>
<div>Saggio di centrale importanza per quel che riguarda gli studi sul sonoro cinematografico, <b>L’audiovisione</b> può diventare una guida utile agli appassionati di cinema e televisione che intendono approfondire per capire la logica comunicativa dei prodotti audiovisivi.</div>
<div>&#160;</div>
<div>&#160;</div>
<div><b>L’AUTORE</b></div>
<div>&#160;</div>
<div><b>Michel Chion</b>, scrittore, compositore, autore di film e video, è un teorico dell’ascolto e dell’audiovisione. Ha pubblicato numerose opere dedicate a registi, alla musica concreta, all’ascolto, alla teoria della sceneggiatura, ai mestieri del cinema. Molti suoi saggi sono apparsi sulle pagine dei «Cahiers du cinéma». Presso Lindau sono stati pubblicati <em>Un’Odissea del cinema. Il «2001» di Kubrick</em>; <em>David Lynch</em> e <em>Stanley Kubrick. L’umano, né più né meno</em>.<br />
<br />
(18 gennaio 2010)&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;Andrea Favazzo</div>
&#160;&#160;&#160;<hr />
<br />
Menù Principale:<strong>&#160; </strong><a href="http://www.comunicamente.org"><u>Home Page</u></a><strong> - </strong><a href="http://www.comunicamente.org/Comunicazione-Artistica_798571.html "><u>Comunicazione&#160;Artistica</u></a><strong>&#160;-&#160;</strong><a href="http://www.comunicamente.org/Cinema_798573.html"><u>Cinema</u></a><strong> - L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema<br />
</strong><br />
Redazioni Correlate:<strong>&#160;&#160;<a href="http://www.comunicamente.org/Musica_798574.html"><u>Musica</u></a></strong><strong> -&#160;</strong><a href="http://www.comunicamente.org/Letteratura_798575.html"><u>Letteratura</u></a><strong> -&#160;</strong>Arte
Creare un sito con EditArea è molto facile.
 
L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema
Michel Chion
L’audiovisione. Suono e immagine nel cinema
Lindau
208 pagine
 
Nella maggior parte dei casi, quando abbiamo intenzione di andare al cinema o di inserire un dvd nel lettore, lo facciamo pensando “soltanto” di vedere un film. In questa abitudine può risiedere la diffusa sottovalutazione dell’aspetto sonoro implicato nell’esperienza audiovisiva.
 
Giunto ormai alla quarta edizione, questo libro di Michel Chion ristampato da Lindau fa i conti con la dimensione auditiva e il suo complesso rapporto con le immagini in movimento, arrivando a sostenere la trans-sensorialità della percezione audiovisiva. Quest’ultima, infatti, lungi dal costituirsi come risultato di una semplice somma delle attività dell’occhio da una parte e dell’orecchio dall’altra, viene riconosciuta come totalità in cui immagini e suoni si influenzano a vicenda. A tale risultato si perviene – secondo l’autore – già durante la prima operazione per un’analisi audiovisiva di un film, quando ci si deve porre le prime basilari questioni (“Che cosa vedo di ciò che sento?”, “Che cosa sento di ciò che vedo?”) e accostarsi al film in modo non immediato (rivederne una sequenza senza audio, poi semplicemente ascoltandola oscurando lo schermo). Gli accorgimenti proposti da Chion, accompagnati da lucide riflessioni e argomentazioni ancora attualissime arrivano così a dirci della non-naturalità della combinazione immagine-suono del cinema, di un’arbitrarietà che svela allo stesso tempo la natura culturale e comunicativa dell’oggetto-film.
 
In questo testo capitale, l’autore individua le implicazioni estetiche, narrative, percettive e ideologiche dell’uso che è stato fatto dell’audio da parte di un cinema che l’ha relegato a un ruolo di accompagnamento dell’immagine a dispetto della sua capacità di arricchirla dal punto di vista informativo ed espressivo e di caricarla di realismo. Dall’introduzione del parlato negli anni Venti fino alle nuove tecniche del Dolby Surround e del digitale, lo studioso francese traccia infine la storia di un cinema inchiodato al verbocentrismo, che ha esaltato la musica commentativa e contemporaneamente svalutato il rumore dal punto di vista estetico, auspicandone la nascita di uno nuovo (il cui capostipite potrebbe essere Figli di un dio minore di Randa Haines) che sappia valorizzare l’elemento sonoro e che faccia incontrare in modo inedito la parola e la materia sensibile.
 
Saggio di centrale importanza per quel che riguarda gli studi sul sonoro cinematografico, L’audiovisione può diventare una guida utile agli appassionati di cinema e televisione che intendono approfondire per capire la logica comunicativa dei prodotti audiovisivi.
 
 
L’AUTORE
 
Michel Chion, scrittore, compositore, autore di film e video, è un teorico dell’ascolto e dell’audiovisione. Ha pubblicato numerose opere dedicate a registi, alla musica concreta, all’ascolto, alla teoria della sceneggiatura, ai mestieri del cinema. Molti suoi saggi sono apparsi sulle pagine dei «Cahiers du cinéma». Presso Lindau sono stati pubblicati Un’Odissea del cinema. Il «2001» di Kubrick; David Lynch e Stanley Kubrick. L’umano, né più né meno.

(18 gennaio 2010)                                                              Andrea Favazzo
   

Menù Principale:  Home Page - Comunicazione Artistica - Cinema - L'audiovisione. Suono e immagine nel cinema

Redazioni Correlate:  MusicaLetteraturaArte