L'immagine contemporanea - ComunicaMente
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<p align="right">Roberto De Gaetano<o:p></o:p></p>
<p align="right"><b style="">L’immagine contemporanea<o:p></o:p>    </b></p>
<p align="right">elementi Marsilio<o:p></o:p></p>
<p align="right">112 pagine<o:p></o:p></p>
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<p>Come può il cinema raccontare il mondo contemporaneo evitando di appiattirsi sulla rappresentazione della cronaca, tenendo fede al suo statuto artistico? Questa recente uscita di Marsilio prova a suggerire otto titoli di film d’autore che sono stati in grado di <b style="">restituire il sentimento della contemporaneità</b> senza per questo aderire allo status quo né proporre un cinema che fosse dispositivo comunicativo creatore di consenso.<o:p></o:p></p>
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<p>Già in parte anticipati sulla rivista «Duellanti», i capitoli delineano alcuni tratti peculiari del mondo odierno disegnando una mappa del cinema contemporaneo a partire dall’analisi di segni, figure e temi che ricorrono in questo gruppo di film. Ed è a partire da questa lettura che <b style="">Eyes Wide Shut</b> si rivela essere un’indagine sui rapporti tra socialità, identità borghese e ritualità o <b style="">In the Mood for Love</b> fa emergere, dietro a un racconto di un amore sempre differito, una messa in scena dell’estetizzazione della perdita, di un senso di nostalgia per cui il presente stesso è già passato. Roberto De Gaetano si concentra poi su due film che rappresentano il tempo della giovinezza, declinando questo periodo di vita trascorso ai tempi del nichilismo sia come vuoto che cerca – senza fortuna – riempimento in un evento “definitivo” (<b style="">Elephant</b>) sia come potenzialità, incompletezza in attesa di un destino però irrealizzabile (<b style="">Millennium Mambo</b>). Come già il film di Hsiao-hsien afferma l’incompiutezza del soggetto contemporaneo (in quel caso, l’adolescente), anche <b style="">Lost in Translation</b> costruisce un non-racconto in cui personaggi, inseriti in un contesto simulato (una Tokyo da videogame) e in situazioni inautentiche, mancano puntualmente l’appuntamento con una vera e propria trasformazione e con la crescita di sé.<o:p></o:p></p>
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<p>Film davvero capitale e manifesto del cinema americano contemporaneo è infine <b style="">Kill Bill</b>, la cui forma-<i style="">pastiche</i> (destabilizzazione dello spazio e del tempo, eterogeneità degli elementi citati) si fa essa stessa segno dello stato di cose in un Occidente che sta conoscendo la cancellazione progressiva delle identità culturali e delle comunità.<o:p></o:p></p>
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<p>Inserendosi in una linea teorica che intende sposare cinema e filosofia, <b style="">L’immagine contemporanea</b> riapre la possibilità – anche in un’epoca che ha conosciuto il tramonto delle grandi teorie – di un rinnovamento della riflessione sulla Settima Arte, con la consapevolezza che infine siano proprio le immagini in movimento a generare pensiero e a rivelare il mondo.<o:p></o:p></p>
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<p><b style="">L’AUTORE<o:p></o:p>    </b></p>
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<p><b style="">Roberto De Gaetano</b> è professore ordinario di Filmologia presso l'Università della Calabria. Si è occupato di cinema e filosofia (<i>Il cinema secondo Gilles Deleuze</i>, Roma 1996; <i>Il visibile cinematografico</i>, Roma 2002; <i>Teorie del cinema in Italia</i>, Soveria Mannelli 2005) e di analisi delle forme del cinema italiano (<i>Il corpo e la maschera. Il grottesco nel cinema italiano</i>, Roma 1999; <i>La sincope dell'identità. Il cinema di Nanni Moretti</i>, Torino 2002). I suoi precedenti studi sulla contemporaneità cinematografica hanno riguardato le figure del tempo (<i style="">Passaggi</i>, Roma 1996) e l'evento d'amore (<i style="">Tra-Due</i>, Cosenza 2008). Dirige il quadrimestrale di cinema «Fata Morgana».<o:p></o:p></p>
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<p>(27 febbraio 2010)&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Andrea&#160;Favazzo<o:p></o:p></p>
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L'immagine contemporanea

Roberto De Gaetano

L’immagine contemporanea

elementi Marsilio

112 pagine

 

Come può il cinema raccontare il mondo contemporaneo evitando di appiattirsi sulla rappresentazione della cronaca, tenendo fede al suo statuto artistico? Questa recente uscita di Marsilio prova a suggerire otto titoli di film d’autore che sono stati in grado di restituire il sentimento della contemporaneità senza per questo aderire allo status quo né proporre un cinema che fosse dispositivo comunicativo creatore di consenso.

 

Già in parte anticipati sulla rivista «Duellanti», i capitoli delineano alcuni tratti peculiari del mondo odierno disegnando una mappa del cinema contemporaneo a partire dall’analisi di segni, figure e temi che ricorrono in questo gruppo di film. Ed è a partire da questa lettura che Eyes Wide Shut si rivela essere un’indagine sui rapporti tra socialità, identità borghese e ritualità o In the Mood for Love fa emergere, dietro a un racconto di un amore sempre differito, una messa in scena dell’estetizzazione della perdita, di un senso di nostalgia per cui il presente stesso è già passato. Roberto De Gaetano si concentra poi su due film che rappresentano il tempo della giovinezza, declinando questo periodo di vita trascorso ai tempi del nichilismo sia come vuoto che cerca – senza fortuna – riempimento in un evento “definitivo” (Elephant) sia come potenzialità, incompletezza in attesa di un destino però irrealizzabile (Millennium Mambo). Come già il film di Hsiao-hsien afferma l’incompiutezza del soggetto contemporaneo (in quel caso, l’adolescente), anche Lost in Translation costruisce un non-racconto in cui personaggi, inseriti in un contesto simulato (una Tokyo da videogame) e in situazioni inautentiche, mancano puntualmente l’appuntamento con una vera e propria trasformazione e con la crescita di sé.

 

Film davvero capitale e manifesto del cinema americano contemporaneo è infine Kill Bill, la cui forma-pastiche (destabilizzazione dello spazio e del tempo, eterogeneità degli elementi citati) si fa essa stessa segno dello stato di cose in un Occidente che sta conoscendo la cancellazione progressiva delle identità culturali e delle comunità.

 

Inserendosi in una linea teorica che intende sposare cinema e filosofia, L’immagine contemporanea riapre la possibilità – anche in un’epoca che ha conosciuto il tramonto delle grandi teorie – di un rinnovamento della riflessione sulla Settima Arte, con la consapevolezza che infine siano proprio le immagini in movimento a generare pensiero e a rivelare il mondo.

 

 

L’AUTORE

 

Roberto De Gaetano è professore ordinario di Filmologia presso l'Università della Calabria. Si è occupato di cinema e filosofia (Il cinema secondo Gilles Deleuze, Roma 1996; Il visibile cinematografico, Roma 2002; Teorie del cinema in Italia, Soveria Mannelli 2005) e di analisi delle forme del cinema italiano (Il corpo e la maschera. Il grottesco nel cinema italiano, Roma 1999; La sincope dell'identità. Il cinema di Nanni Moretti, Torino 2002). I suoi precedenti studi sulla contemporaneità cinematografica hanno riguardato le figure del tempo (Passaggi, Roma 1996) e l'evento d'amore (Tra-Due, Cosenza 2008). Dirige il quadrimestrale di cinema «Fata Morgana».

 

(27 febbraio 2010)                                                         Andrea Favazzo

   

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