Masolino d’Amico
La commedia all’italiana
il Saggiatore Tascabili
308 pagine
Trent’anni dopo la sua prima pubblicazione, questo importante e noto saggio di Masolino d’Amico torna sul mercato editoriale in forma di ristampa.
La commedia all’italiana si presenta come un bilancio complessivo del genere più fortunato del nostro cinema, un ricco profilo che, ripercorrendo le sue fasi cruciali e le sue trasformazioni, ne delinea i tratti più salienti. Per descrivere questo oggetto tanto famigerato quanto “scivoloso”, l’autore adotta soprattutto uno sguardo storico-critico: ripercorrendone cronologicamente le tappe, ne mette in evidenza le ragioni della nascita, l’età dell’oro e le cause della sua decadenza, individuandone con lucidità i suoi molteplici filoni. Numerosi sono infatti i brevi capitoli dedicati ai singoli attori che hanno messo in scena la comicità nostrana, con i suoi tipi e i loro tic; ma se il genere ha tratto la sua linfa vitale dai corpi di Sordi, Manfredi, Gassman e Tognazzi, nondimeno ha acquistato una propria fisionomia grazie agli sguardi di Risi, Monicelli e Germi. Corpi e sguardi che hanno saputo raccontare l’Italia e che si muovono sempre tra compartecipazione nei confronti di personaggi abietti e critica sociale, tra la realtà della cronaca (un esempio calzante in questo senso è Totò e Peppino divisi a Berlino, quasi un instant-movie del 1962 ambientato nella città del muro) e la rivisitazione degli episodi più scabrosi del passato patrio (Il federale).
Contributo imprescindibile all’epoca della sua prima edizione (quando mancavano saggi di ampio respiro sull’argomento), La commedia all’italiana risulta ancora oggi più che mai adatto a comprendere quali tracce dei fondamenti socioculturali del genere e delle sue origini “antropologiche” siano rimaste nel medium cinema. Il fatto poi che in queste pagine la storia della commedia nostrana si fermi alla fine degli anni ’70 si spiega non soltanto con evenienze legate all’anno di pubblicazione (il libro – come si è detto – esce per la prima volta nel 1978): l’autore, infatti, con lungimiranza ne intravede un periodo di crisi determinata da fattori produttivi, socioculturali ed economici. Se è vero che negli anni ’80 e ’90 – un periodo di sostanziale stallo del cinema italiano - la commedia rappresenterà l’unica forza vitale della nostra produzione, tuttavia vale la pena chiedersi quali connotati abbia assunto questo genere negli ultimi due decenni del Novecento. Sembra infatti che elementi come il ricambio generazionale di comici e registi, la commistione con altre declinazione del genere, i mutamenti occorsi a livello sociale (ma si consideri anche il ruolo che ha avuto la televisione con trasmissioni come Grande Fratello), fanno sì che la commedia del nostro Paese sia da definirsi non più, e non solo, “all’italiana”.
L’AUTORE
Masolino d’Amico è ordinario di Lingua e letteratura inglese alla Terza Università di Roma e collabora alla Stampa come critico teatrale e letterario. Tra i suoi libri: Scena e parola in Shakespeare, Dieci secoli di teatro inglese (970-1980), Persone speciali, Altro giro. Ha curato edizioni delle opere di Oscar Wilde, Jonathan Swift, Lewis Carroll, E.M.Forster. Ha tradotto per il teatro più di sessanta pièces. Per il cinema ha lavorato come traduttore e adattatore di dialoghi di film inglesi e americani, sia come sceneggiatore.
(17 ottobre 2008) Andrea Favazzo
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