V.Innocenti, G.Pescatore
La nuova serialità televisiva
ArchetipoLibri
236 pagine
Serie quali Dr.House, Desperate Housewives, Sex & the City rappresentano da qualche anno a questa parte ingredienti costanti nella dieta mediatica del telespettatore mondiale, punti di forza dei palinsesti della televisione generalista e dell’offerta delle pay-Tv ed elemento portante del mercato dell’home video. Un’esplosione dell’audiovisivo che questo volume tenta di inquadrare storicamente e criticamente, fissando alcune tappe significative nell’evoluzione del prodotto televisivo seriale e proponendo un’antologia di brani che hanno contribuito a far sorgere un dibattito critico intorno a esso.
Se la narrazione seriale in Tv ha conosciuto la sua età dell’oro nel ventennio che seguì il Secondo Dopoguerra (culminata poi con Ai confini della realtà), oggi deve parte del sua fisionomia a quei prodotti che negli anni ’80 e ’90 hanno saputo coniugare qualità e intrattenimento, quali Hill Street Blues, E.R. – Medici in prima linea, Beverly Hills 90210, I segreti di Twin Peaks: serie di grande complessità narrativa, di genere ibrido e in grado di catturare l’attenzione della grande audience e fornire spunti per la rielaborazione e il commento di alcune istanze sociali.
Heroes, Ugly Betty e Lost non vivono però solo in televisione: debordano dallo schermo rendendosi fruibili grazie a una molteplicità di supporti, sono esseri crossmediali. Nel caso, per esempio, dell’avventura ideata da J.J. Abrams la serie si fa brand e partorisce un videogame come Lost Experience, o Lostpedia, un’enciclopedia on line dedicata alle vicende dei naufraghi. La nuova serialità televisiva sottolinea dunque come – mutate le condizioni tecnologiche – mutano anche le forme narrative (impiego della cosiddetta la narrazione multistrand), i fruitori (chiamati, più che a vedere, a vivere un’esperienza), la pratica del fandom (facile intuire come internet favorisca il rapido sviluppo delle fan community).
Ricostruendo infine il percorso delle teorizzazioni sulla serialità, il libro di Veronica Innocenti e Guglielmo Pescatore rende conto del lavoro pionieristico di Umberto Eco e Francesco Casetti, dell’importanza di studi dedicati a singoli casi specifici (ad esempio a X-Files in rapporto alla società che l’ha generata) e delle riflessioni sul fenomeno del culto Tv, proponendo così un testo rivolto non solo al mondo accademico, ma anche a tutti coloro che sono interessati a capire come funzionano e come comunicano le serie Tv nell’era della convergenza mediale.
GLI AUTORI
Veronica Innocenti insegna Storia della radio e della televisione e Marketing del prodotto audiovisivo presso l’Università di Bologna e Metodologia di analisi del film e dell’audiovisivo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tra le sue pubblicazioni: America oggi. La rappresentazione dei mass media nel cinema americano contemporaneo (Bologna 2003) e MLVs Cinema and Other Media. Versioni multiple. Cinema e altri media (Pasian di Prato 2006). Suoi articoli e saggi sono apparsi in volumi collettivi e riviste. È membro del comitato di redazione di «Cinergie. Il cinema e le altre arti».
Gugliemo Pescatore insegna Semiotica del cinema e dei media e Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università di Bologna. Si è occupato a più riprese dei vari aspetti della comunicazione cinematografica e audiovisiva, delle forme seriali e dei processi di rimediazione nell’ambito dell’audiovisivo. Tra i suoi lavori più recenti L’ombra dell'autore. Teoria e storia dell'autore cinematografico (Roma 2006) e la cura del volume collettivo Matrix. Uno studio di caso (Bologna 2006).
(23 aprile 2009) Andrea Favazzo
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