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La televisione del futuro sarà interattiva
Quanti sono i dubbi e le domande che sempre più sorgono in merito alla televisione e di quelli che saranno i suoi prossimi cambiamenti.
L’argomento è molto importante e delicato in quanto tocca la quotidianità della maggior parte delle persone ed il loro primario mezzo d’intrattenimento: la televisione (oltre cinquanta milioni di apparecchi coinvolti solo nel nostro Paese).  
 
Il sistema televisivo  sarà l’oggetto di un importantissimo cambiamento che vedrà sostituirsi l’anima, un’anima che ci ha accompagnati per cinquant’anni, sostituita completamente entro il 2012. Da tale data si passerà dalla tecnologia analogica a quella digitale terrestre, in linea con quanto previsto dalla Commissione Europea.
 
La TV digitale terrestre – in sigla T-DVB (Terrestrial Digital Video Broadcasting) , operando in modo altamente tecnologico utilizzerà segnali digitali simili a quelli dei computer, di Internet, dei CD e della telefonia mobile.
Ciò che renderà possibile questo cambiamento è il decoder: un dispositivo elettronico in grado di ricevere il segnale digitale proveniente dall’antenna analogica, già presente nelle case di tutti.
 
L’evoluzione del sistema televisivo porterà dei cambiamenti molto importanti che andranno a ridefinire gli schemi del rapporto tra il media e l’utente, soprattutto in termini di scelta, introduzione di un maggior numero di canali con la stessa quantità di frequenze: è questo il vero emblema di una migrazione che coinvolge il mass media più “mass” che ci sia e che coinvolge tutti i cittadini dell’Unione europea.
Ma non solo! L’aumento del numero di canali non è l’unica novità.
L’importante evento svilupperà ulteriormente quel concetto di interattività che sempre più si impone nella comunicazione televisiva odierna, offrendo al popolo televisivo una varietà di servizi di facile accesso: partecipazione attiva ai programmi televisivi, servizi di informazione e di pubblica utilità, effettuare transazioni commerciali, interagire con gli enti locali usufruendo dei loro servizi e chissà quanti altri ne nasceranno.
 
Il dubbio più forte resta però quello della qualità della programmazione del nuovo sistema, che consentirà sicuramente un incremento delle emittenti e della programmazione ma che tutt’oggi non conosce quale sarà il contenuto della stessa programmazione.
Il presupposto di andare verso una televisione tematica anziché generalista è di certo un aspetto importante ma è pur vero che vige un irrispettoso comportamento dei produttori nei confronti di una regolamentazione legislativa che è viva, che esiste! Ma soprattutto è un modo  di agire irrispettoso e senza alcuno scrupolo nei confronti di un vasto ed eterogeneo pubblico, ciò si evince dai palinsesti di attuale diffusione; non è un caso, infatti, se oggi molti prodotti televisivi producono dei seri danni alla popolazione sotto alcuni aspetti fondamentali (sociale, linguistico, ecc.).
E quindi importante lavorare anche sull’aspetto qualitativo della Televisione digitale.
In ogni caso questa crescita quantitativa, che auspica un’altrettanta crescita qualitativa e che aprirà spiragli molto interessanti, sancirà definitivamente la fine della cosiddetta era della povertà “frequenziale”. 

                                                                                          
                                                                                                                                         Benedetto Vacca 

 
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