Irene Bignardi
Le cento e una sera
i nodi Marsilio
160 pagine
Setacciare, scegliere, archiviare, invitare il cinema a casa propria come fosse un amico: questo è quanto invita a fare Le cento e una sera; il volume edito da Marsilio raccoglie infatti le segnalazioni di Irene Bignardi apparse sul Venerdì di Repubblica nella rubrica dedicata ai migliori dvd in uscita.
I centouno titoli consigliati (di cui l’unico a comparire per due volte è Il mistero del falco di John Huston), oltre a comporre una guida per gli appassionati di film in dvd, rappresentano anche vere e proprie occasioni per recuperare visioni in sala perdute, possibilità per lo spettatore di far proprie immagini che per i motivi più vari sono sfuggite al momento del loro periodo di vita al cinema.
Un libro che può essere letto a mo’ di menu (o di playlist) dal quale l’utente può ordinare film (presi singolarmente oppure inseriti in miniserie tematiche) tra quelli suggeriti; un menu di 160 pagine in cui l’autrice presenta una selezione di film suddivisi in “libere” categorie (tra le quali si possono ricordare “Il Bel Paese”, “I nuovi classici”, “Made in the Usa”) pensabili come cartelle di file dentro i quali il cinema, attraverso il suo operato, ha archiviato il mondo. Una sorta di “archivio del precario” dunque. Tuttavia, nonostante sia la stessa autrice a ribadire l’arbitrarietà e l’incompletezza di questi raggruppamenti, Le cento e una sera aiuta il lettore a orientarsi nel mercato dell’audiovisivo contemporaneo proponendo da un lato chiavi di lettura comuni a film spazialmente e temporalmente lontani tra di loro; dall’altro il volume, illustrando percorsi tematici, suggerisce alcune tra le molteplici peculiarità del cinema (la sua “missione” civile, la sua capacità di commuovere, di costruire scene madri o di creare figure riconoscibili quali le star). Ed è proprio in virtù di queste e molte altre caratteristiche che semplici immagini in movimento si presentano come “cibo per gli occhi” e un insieme di luci e ombre può diventare per lo spettatore fantasmi d’amore di cui vuole impadronirsi.
L’AUTRICE
Irene Bignardi ha studiato a Milano e a Stanford, e per venticinque anni ha lavorato a «la Repubblica» come inviato di cultura e critico cinematografico. Ha scritto, tra l’altro (per Feltrinelli), Memorie estorte a uno smemorato. Vita di Gillo Pontecorvo e Le piccole utopie.
(21 luglio 2008) Andrea Favazzo
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