Dopo il ddl Gentiloni, un altro progetto di legge, con l’obiettivo di riformare i criteri di nomina per il Cda Rai, rimbomba nell’aula del Senato. Il suo fine sembra molto chiaro: togliere potere ai partiti, mediante l’istituzione di una Fondazione autonoma. Ed è proprio per questo che il ddl numero 1588 rischia di fare la stessa fine del suo predecessore. Lo stesso Esterino Montino dei Ds, il relatore del disegno di legge, fa qualche passo indietro rispetto alla posizione tutta ottimista espressa qualche mese fa, in cui si dichiarava certo del superamento del voto nell’aula di Palazzo Madama. Lo stato attuale dei lavori vede la discussione generale sul ddl ormai terminata, così come il termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto il 23 ottobre. Per il momento al Senato è tutto rimandato a gennaio, in occasione della discussione della finanziaria, per il proseguimento dell’esame di legge. A giudicare dall’aria tutt’altro che collaborativa, soprattutto con l’opposizione, sembrerebbe radicarsi, all’interno della maggioranza, la considerazione che un’ eventuale destituzione del Presidente Rai, Petruccioli, provocherebbe una vera e propria paralisi dell’azienda, vista l’impossibilità dell’elezione di un nuovo vertice.
(24 ottobre 2007) Benedetto Vacca
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