Gianni Canova (a cura di)
Robert Zemeckis
elementi Marsilio
144 pagine
Esce, edito da Marsilio, Robert Zemeckis, un volumetto monografico dedicato al regista di “La morte ti fa bella” e del recente “Beowulf”.
Il libro prende in esame cinque film (nell’ordine: “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, “Ritorno al futuro”, “Forrest Gump”, “Cast Away”, “Le verità nascoste”) attraverso altrettanti saggi curati da importanti professori e ricercatori universitari. Le cinque analisi sono precedute da una breve introduzione firmata dal curatore del progetto: in queste pagine Gianni Canova indica il lavoro di Zemeckis come animato da una tensione all’ibridismo e allo smascheramento del cinema come artefatto, come simulacro.
Il volume si chiude con una filmografia completa e con un resoconto sulla biografia del regista di Chicago.
A questa nuova uscita va il merito di accrescere una bibliografia, quella su Zemeckis, ancora relativamente esigua: se, da un lato, i suoi film contano su un gran numero di interventi e recensioni su riviste più o meno specializzate, gli studi che esaminano la sua opera sono al momento piuttosto limitati. A fronte di questa scarsità di letteratura scientifica, i saggi avanzano proposte di analisi che fanno propri gli strumenti della semiotica e della psicanalisi; indagini, queste, che consentono di tracciare la mappa del territorio in cui opera questo “autore-non-autore” e di rendere conto del suo costante lavoro sulle categorie dello spazio e del tempo, dai paradossi temporali di “Ritorno al futuro” che nascondono riflessioni sulla topografia americana al viaggio-non-viaggio cosmico di “Contact” che sottende in realtà il ritorno della memoria.
Attraverso questi incroci e questi rimescolamenti, Zemeckis, regista dallo statuto di non facile definizione (né totalmente asservito all’industria hollywoodiana, né nuovo auteur come può esserlo Tarantino), propone un cinema “meticcio” che ai nostri occhi si fa importante strumento cognitivo per leggere le dinamiche della postmodernità.
IL CURATORE
Gianni Canova insegna storia e critica del cinema all'Università IULM di Milano. Fondatore e direttore del mensile «Duel» (ora «Duellanti»), è stato critico cinematografico per «il Manifesto», «La Repubblica» e «la Voce». Attualmente conduce una rubrica quotidiana di cinema su Sky.
(13 febbraio 2008) Andrea Favazzo
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