Marco Bertozzi
Storia del documentario italiano
400 pagine
biblioteca Marsilio
Dalle prime “vedute” ispirate al cinema dei Lumière, passando per i cinegiornali dell’Istituto Luce e al cinema politico e underground fino a La strada di Levi di Davide Ferrario e Carlo Giuliani ragazzo di Francesca Comencini, Storia del documentario italiano delinea le vicende del cinema “del vero” nel nostro Paese. A lungo considerato come fratello minore del cinema di finzione, il documentario viene presentato non solo come dispositivo che incontra la realtà, che la studia e che pretende di ricercare una presunta verità insabbiata sotto manipolazioni e mistificazioni (idea su cui poggia, per esempio, Fahrenheit 9/11 di Michael Moore). Lungi dall’aderire semplicemente a uno sguardo obiettivo sul mondo, la forma documentaristica è anche luogo di continue riflessioni intorno al proprio statuto etico ed estetico.
Marco Bertozzi ricostruisce la storia del cinema non fiction filtrandola attraverso una lente antropologica: il documentario, con i suoi generi, è cinema della memoria (i film di famiglia), del riconoscimento (il vedutismo), luogo identitario delle comunità italiane; un cinema che, slegatosi sempre più da una certa paternità positivista, ha occupato il lavoro di autori che si contraddistinguono per rigore e riconoscibilità stilistica: Pasolini (Comizi d’amore, Appunti per un’Orestiade africana), Antonioni (Gente del Po, N.U. – Nettezza Urbana), Grifi (Anna, Parco Lambro), Olmi (Tre fili fino a Milano, Venezia città moderna).
Le pagine di questo volume raccontano dunque le alterne fortune di una forma espressiva che si è fatta testimone delle ferite causate dalla seconda Guerra Mondiale e delle intemperie politico-culturali dell’Italia del Novecento dibattendosi tra la necessità di una committenza pubblica e la volontà di autonomia. Periodi di “latitanza” e picchi di popolarità: se la nascita del video ne ha minacciato la scomparsa, la fioritura di festival indipendenti e il diffondersi di strumenti di ripresa digitale (si pensi a le migliaia di “camerine” che hanno visto il G8 di Genova) hanno riacceso il dibattito intorno al suo senso e aperto nuove linee di ricerca.
Storia del documentario italiano non è solo un saggio accademico di storia del cinema poiché, lasciando spazio a interventi appassionati e militanti, si rivela esso stesso documento: non limitandosi al distacco dell’oggettività, dichiara immediatamente la propria prospettiva, il proprio sguardo, la propria parzialità.
L’AUTORE
Marco Bertozzi è professore associato di Cinematografia documentaria alla Facoltà di Beni Culturali dell’Università di Macerata (sede di Fermo), di Storia e critica del cinema alla Facoltà di Lettere e filosofia della stessa Università e di Storia del cinema allo iuav di Venezia. Ha insegnato al Centro Sperimentale di Cinematografia e al dams di Roma Tre. Autore di saggi sul cinema documentario e sulle relazioni fra il cinema e la città, fra i quali, recentemente, L’immaginario urbano nel cinema delle origini. La veduta Lumière (clueb 2001); L’occhio e la pietra. Il cinema, una cultura urbana (Lindau 2003); L’idea documentaria. Altri sguardi dal cinema italiano (a cura di, Lindau 2003).
(9 novembre 2008) Andrea Favazzo
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