ComunicaMente: The medium is the message

ComunicaMente

Associazione culturale di comunicazione e media. Arte, cinema, pubblicità, marketing, strumenti per una comunicazione efficace su ComunicaMente.org.


Comunicazione Artistica
- Comunicazione Industriale - Comunicazione Mediatica
Nell'occhio, nel cielo
Un viaggio conoscitivo negli spazi siderali del genere fantascientifico... Continua

Tra fiction e documentario: il caso Lucarelli
Alcuni misteri dell’Italia del Dopoguerra sono ricostruiti attraverso una forma narrativo-documentarista… Continua

Sergio Leone. Quando il cinema era grande
Italo Moscati ci accompagna in un viaggio attraverso gli anni d'oro del cinema italiano... Continua

Riformare l'informazione? Qualcuno ci prova...
Digg, il pioniere di un nuovo modello per l’informazione on line... Continua

Categories on ComunicaMente - Associazione Comunicazione e Media

Comunicazione Industriale -  Marketing & Pubblicità
 
 
CinemaTorto

Articles on
Comunicare All’Old BrainFilosofia e WebIpertesto Topics E LinksRestyling Grafico Del Corriere Della SeraCinque Obiettivi Per rilanciare La RaiThe Medium Is The MessageLa Televisione Del Futuro InterattivaHome Alternativa A Second LifeIl Cinema Su ComunicaMenteArancia Meccanica Dalla Carta Alla CelluloideComunicare La Fame Attraverso Il CinemaL’Antenato Del Videoclip - Gli oggetti magici di Raymond Carver - Ynet E Yediot Ahronot - L'Universo Umano Nei Film Di Pedro Almodovar - Maurizio Belpietro nuovo direttore di Panorama - La filosofia matrixiana - Google: una novità tutta italiana - Manuale di redazione - Indagine Assorel - Business Game: Henkel Innovation Challenge - Mimum rinnova il Tg5 - Corsico Scienza - Televisione in 3D - Tutto su di me - Raddoppiano gli abbonati ai servizi tv su internet - Sergio Leone. Quando il cinema era grande - Nell'occhio, nel cielo
 

Creare un sito con EditArea è molto facile.
 
The medium is the message
McLuhan individua nella storia dell’umanità tre invenzioni decisive: l’invenzione dell’alfabeto fonetico (fuoriuscita dall’ambiente primitivo), l’invenzione della stampa a caratteri mobili (Galassia Gutenberg), l’ invenzione del telegrafo (comparsa dell’Uomo Elettrico).
Tali innovazioni tecnologiche hanno la capacità, la forza di cambiare l’ambiente in cui l’uomo si trova a vivere.
Un’analisi, questa, che lega indissolubilmente Marschall McLuhan all’antitesi alfabeto/elettricità, al passaggio dall’età in cui domina il discorso orale, la pagina scritta, a quella dei media elettronici.
Un passaggio che porta secondo McLuhan alla nascita di quello che lui definisce “il villaggio globale”, un villaggio dove i media strutturano la percezione, e questa, a sua volta, l’organizzazione sociale. Insomma, quello che pensiamo è legato al modo in cui percepiamo il messaggio.
Il villaggio era secondo McLuhan un luogo segnato da pericoli totalitari. Il rischio del controllo dei media da parte di una o poche persone favoriva l’imposizione di strategie unitarie di pensiero, sensibilità, sentimenti.
L’età dell’alfabeto, della lettura, della scrittura, aveva detribalizzato le società e affermato il controllo dell’individuo sullo spazio.
La radio era invece il medium della retribalizzazione. Attraverso questa, si era affermato il potere dei capi tribù. Era successo nell’Italia di Mussolini, nella Germania di Hitler. Sarebbe successo nell’Iran di Khomeini, che diffondeva il suo messaggio fondamentalista con cassette e altoparlanti dai minareti.
“Il villaggio globale” di McLuhan è quindi pieno di paure.
Il passaggio dalla cultura dell’alfabeto a quella dell’elettricità crea una crisi di identità, un vuoto del sé che genera violenza. Culture diverse, che girano a velocità diverse, sono portate a difendere la loro unicità.
Una scena mondiale sempre più uniforme, unificata da radio e televisione, crea interdipendenza e coesistenza, ma anche tensioni e rotture degli equilibri.
L’elettricità fa implodere lo spazio, accorcia le distanze uniformando schemi sociali, modelli di business, mode.
 
Per capire il principio guida delle sue riflessioni conviene partire dall’aforisma che egli stesso aveva ricavato da T. S. Eliot (uno dei suoi autori di culto). In un saggio sulla poesia Eliot aveva detto che il poeta si serve del significato come un ladro si serve del pezzo di carne che lancia al cane per distrarlo mentre la casa viene svaligiata.
Secondo McLuhan i media fanno lo stesso con il contenuto. Pensare che i media trasmettono messaggi è come pensare che la funzione dei ladri sia quella di cibare i nostri cani. La poesia e i media ottengono i loro rispettivi effetti tramite la struttura formale dei loro messaggi, e non tramite il loro contenuto.
 
McLuhan inaugura uno studio pionieristico nel campo della “ecologia dei media”. È qui che McLuhan afferma che è importante studiare i media non tanto in base ai contenuti che essi veicolano, ma in base ai criteri strutturali con cui organizzano la comunicazione. Questo pensiero è notoriamente sintetizzato con la frase "il medium è il messaggio".
McLuhan afferma che il contenuto della trasmissione ha in realtà un effetto minimo sulla società, e che quindi se, ad esempio, la televisione trasmettesse programmi per bambini o spettacoli violenti, l'influenza di questo medium sarebbe la stessa. McLuhan osserva che ogni medium ha caratteristiche che coinvolgono gli spettatori in modi diversi; ad esempio, un passo di un libro può essere riletto a piacimento, mentre (prima dell'avvento delle videocassette o dei DVD) un film deve essere ritrasmesso interamente per poterne studiare una parte. È in questo contesto che McLuhan introduce la classificazione dei media caldi e freddi.
Distinguendo come media caldi quelli che non necessitano di una partecipazione attiva da parte dell’utente-spettatore e come media freddi quelli che, invece, permettono all’utente di scegliere i contenuti del messaggio ed interagire con questi.
Ogni medium va quindi studiato in base ai “criteri strutturali” in base ai quali organizza la comunicazione; è proprio la particolare struttura comunicativa di ogni medium che lo rende non neutrale, suscitando negli utenti determinati comportamenti e modi di pensare.

                                                                                                                                          Michele Norsa


Menù Principale:  Home Page - Comunicazione Mediatica - Televisione - Articoli in archivio - The medium is the message

Redazioni Correlate:  Radio - Stampa - Web