P. Almodovar, F. Strauss
Tutto su di me
Lindau, Fuoricollana
248 pagine
Tra le ultime novità che il catalogo Lindau offre troviamo questo Tutto su di me, un volume che riunisce le interviste che il critico francese Frédéric Strauss ha raccolto dalla voce di Almodovar dal 1994 a oggi.
Da Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio fino a Volver, il regista spagnolo ripercorre con toni spesso divertiti il tragitto della sua carriera, alternando rievocazioni di episodi della propria biografia con precisazioni di aspetti della lavorazione dei film; per soddisfare il desiderio dei cinefili l’intervista offre poi una serie corposa di aneddoti e curiosità.
Il libro presenta un importante corredo iconografico che comprende locandine originali, bozzetti nati dalla mano del regista di Tutto su mia madre, nonché un gran numero di rarità, quali collage, foto di scena e storyboard; elementi, questi, che, se da un lato ne sottolineano una vocazione quasi artigianale, dall’altro suggeriscono un’idea di regia come lavoro di costruzione plastica, di estrema “cura della definizione dello spazio e delle forme” (Almodovar segnala non a caso Hitchcock come maestro della costruzione dell’immagine).
L’apporto di questi elementi permette di esplorare la complessa autorialità del cinema di Almodovar, raccontata in questo libro-intervista come un romanzo di formazione che parte dai lavori in Super8 e al cui centro c’è la conquista dell’indipendenza e dell’autarchia con la fondazione della casa di produzione El Deseo. Complessa perché composita, lucida e ludica nell’articolare contraddizioni e ossimori e che giunge a maturità in quello che ne è secondo Strauss il manifesto estetico, La legge del desiderio; un titolo che già contiene in sé il paradosso e che ben rappresenta un cineasta che spesso e volentieri si smaschera en travesti, che mescola tenerezza e perversione, maschile e femminile così come mescola i generi cinematografici.
L’AUTORE
Frédéric Strauss è critico cinematografico per «Télérama». dopo essere stato vicecaporedattore dei «Cahiers du Cinéma» negli anni ’90. Ha anche realizzato un cortometraggio: Rouge maman (2003)
(4 dicembre 2007) Andrea Favazzo
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