Twin Peaks. David Lynch e la filosofia - ComunicaMente
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<p align="right">Roberto Manzocco<o:p></o:p></p>
<p align="right"><b>Twin Peaks. David Lynch e la filosofia<o:p></o:p>  </b></p>
<p align="right">Mimesis<o:p></o:p></p>
<p align="right">144 pagine<o:p></o:p></p>
<p><o:p>&#160;</o:p></p>
<p>Inserendosi nel filone ormai consolidato della «filosofia pop», questo libro di Roberto Manzocco dedicato a Lynch ruota intorno all’analisi del telefilm <i>I segreti di Twin Peaks</i>, opera <b><i>cult</i> degli anni ’90</b> con cui si è aperta una <b>nuova epoca nella storia della serialità televisiva</b>. Come l’autore stesso sottolinea non si tratta di una monografia specialistica, bensì di un’opera divulgativa che ha lo scopo di fornire al lettore le indicazioni preliminari necessarie per un primo approccio all’opera di Lynch.<o:p></o:p></p>
<p><o:p>&#160;</o:p></p>
<p>Nel compilare questa sorta di manuale propedeutico, l’autore prende le mosse dall’enucleare i fondamenti filosofici, o meglio mistico-religiosi, della <b><i>Weltanschauung</i> lynchiana</b>. Nel primo capitolo si passano in rassegna la meditazione trascendentale, lo gnosticismo, il pensiero primitivo, la teosofia e i testi sacri dell’induismo, mostrando come essi siano la materia prima su cui si esercita l’opera demiurgica del regista americano. Questa didascalica illustrazione serve da filo di Arianna per orientarsi attraverso il labirinto di Twin Peaks: l’analisi della trama del serial è utile per farne emergere il sottotesto esoterico, con particolare riferimento alla doppia anima della cittadina americana di provincia (<b>la Loggia Nera e la Loggia Bianca</b>) e alle figure diafane che ne popolano gli interstizi (BOB, il Gigante, l’Uomo senza un braccio, l’Uomo da un altro posto, il mago e teurgo Windom Earle).<o:p></o:p></p>
<p><o:p>&#160;</o:p></p>
<p>L’esegesi sviluppata nei capitoli finali del libro delinea un <i>framework</i> capace di conferire una continuità intertestuale all’opera di Lynch, riconducendo in una visione unitaria figure e <i>topoi</i> ricorrenti sin dal lungometraggio d’esordio, <b>Eraserhead – La mente che cancella</b>. L’autore si sofferma soprattutto sui film successivi alla produzione del serial, da <b>Strade perdute</b><i> </i>a <b>INLAND EMPIRE</b>, con l’obiettivo di aggiungere ulteriori tasselli al mosaico metafisico di cui è intessuto l’immaginario lynchiano.<o:p></o:p></p>
<p><o:p>&#160;</o:p></p>
<p>Al di là dalla consueta pretestuosità di taluni riferimenti filosofici (del resto comune in questo genere di letteratura), il libro offre degli spunti preziosi per illuminare alcuni degli snodi più oscuri delle vicende di Twin Peaks, anche grazie all’esame ravvicinato degli <i>script</i> (fondamentale soprattutto per quanto riguarda le scene tagliate di <b>Fuoco cammina con me</b>). Certamente anche questo libro, come altri dedicati a Lynch, non sfugge alla tentazione irreggimentare in una logica stringente e ultimativa il presunto significato occulto che il regista avrebbe celato dietro la fantasmagoria allucinatoria dei suoi film. Tuttavia, proprio grazie all’<b>esame del retroterra metafisico e religioso</b> del cinema di Lynch, esso ha il merito di portarne alla luce la tensione immanente tra un contenuto costituito dagli elementi del platonismo più trito e una soluzione formale in cui invece si dissolvono i <b>tradizionali dualismi tra interno e esterno, significato e significante, anima e corpo</b> (dunque anche tra contenuto e forma). La peculiare «logica del senso» dell’immagine lynchiana corre sul crinale che separa la via del giorno e la via della notte, esibendo come esse non siano che il recto e il verso della medesima inconsistenza.<o:p></o:p></p>
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<p><b>L’AUTORE<o:p></o:p>  </b></p>
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<p><b>Roberto Manzocco</b>, dottore di ricerca in Storia della Scienza e giornalista scientifico, lavora per diverse testate nazionali e si occupa da anni di vari argomenti, dalla Teoria dei Sistemi e della Complessità alla divulgazione delle biotecnologie, dalla politica dell’Unione Europea alla pragmatica della comunicazione umana.<o:p></o:p></p>
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<p>(31 luglio 2010)&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Gillo De Luzo<o:p></o:p></p>
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Twin Peaks. David Lynch e la filosofia

Roberto Manzocco

Twin Peaks. David Lynch e la filosofia

Mimesis

144 pagine

 

Inserendosi nel filone ormai consolidato della «filosofia pop», questo libro di Roberto Manzocco dedicato a Lynch ruota intorno all’analisi del telefilm I segreti di Twin Peaks, opera cult degli anni ’90 con cui si è aperta una nuova epoca nella storia della serialità televisiva. Come l’autore stesso sottolinea non si tratta di una monografia specialistica, bensì di un’opera divulgativa che ha lo scopo di fornire al lettore le indicazioni preliminari necessarie per un primo approccio all’opera di Lynch.

 

Nel compilare questa sorta di manuale propedeutico, l’autore prende le mosse dall’enucleare i fondamenti filosofici, o meglio mistico-religiosi, della Weltanschauung lynchiana. Nel primo capitolo si passano in rassegna la meditazione trascendentale, lo gnosticismo, il pensiero primitivo, la teosofia e i testi sacri dell’induismo, mostrando come essi siano la materia prima su cui si esercita l’opera demiurgica del regista americano. Questa didascalica illustrazione serve da filo di Arianna per orientarsi attraverso il labirinto di Twin Peaks: l’analisi della trama del serial è utile per farne emergere il sottotesto esoterico, con particolare riferimento alla doppia anima della cittadina americana di provincia (la Loggia Nera e la Loggia Bianca) e alle figure diafane che ne popolano gli interstizi (BOB, il Gigante, l’Uomo senza un braccio, l’Uomo da un altro posto, il mago e teurgo Windom Earle).

 

L’esegesi sviluppata nei capitoli finali del libro delinea un framework capace di conferire una continuità intertestuale all’opera di Lynch, riconducendo in una visione unitaria figure e topoi ricorrenti sin dal lungometraggio d’esordio, Eraserhead – La mente che cancella. L’autore si sofferma soprattutto sui film successivi alla produzione del serial, da Strade perdute a INLAND EMPIRE, con l’obiettivo di aggiungere ulteriori tasselli al mosaico metafisico di cui è intessuto l’immaginario lynchiano.

 

Al di là dalla consueta pretestuosità di taluni riferimenti filosofici (del resto comune in questo genere di letteratura), il libro offre degli spunti preziosi per illuminare alcuni degli snodi più oscuri delle vicende di Twin Peaks, anche grazie all’esame ravvicinato degli script (fondamentale soprattutto per quanto riguarda le scene tagliate di Fuoco cammina con me). Certamente anche questo libro, come altri dedicati a Lynch, non sfugge alla tentazione irreggimentare in una logica stringente e ultimativa il presunto significato occulto che il regista avrebbe celato dietro la fantasmagoria allucinatoria dei suoi film. Tuttavia, proprio grazie all’esame del retroterra metafisico e religioso del cinema di Lynch, esso ha il merito di portarne alla luce la tensione immanente tra un contenuto costituito dagli elementi del platonismo più trito e una soluzione formale in cui invece si dissolvono i tradizionali dualismi tra interno e esterno, significato e significante, anima e corpo (dunque anche tra contenuto e forma). La peculiare «logica del senso» dell’immagine lynchiana corre sul crinale che separa la via del giorno e la via della notte, esibendo come esse non siano che il recto e il verso della medesima inconsistenza.

 

 

L’AUTORE

 

Roberto Manzocco, dottore di ricerca in Storia della Scienza e giornalista scientifico, lavora per diverse testate nazionali e si occupa da anni di vari argomenti, dalla Teoria dei Sistemi e della Complessità alla divulgazione delle biotecnologie, dalla politica dell’Unione Europea alla pragmatica della comunicazione umana.

 

(31 luglio 2010)                                                                   Gillo De Luzo




 
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