E.Ghirlanda, A.Tella
Woody Allen
il Castoro Cinema
224 pagine
Cineasta della citazione e della parodia, Woody Allen è un grande falsificatore dei generi televisivi e cinematografici: del documentario (Prendi i soldi i scappa, Zelig), del film teatrale (Settembre), del cinema classico e dei suoi stereotipi (La maledizione dello Scorpione di Giada), del cinema tout court (Harry a pezzi); una filmografia che – sottolineano i due autori – non è altro che una continua variazione sul tema della contrapposizione vero/falso.
Elio Ghirlanda e Annamaria Tella ripercorrono – da Prendi i soldi e scappa a Vicky Cristina Barcelona – una carriera fatta di alterne fortune con pubblico (soprattutto americano) e critica, dedicata al comico ma con numerose “svolte” drammatiche (Interiors, Un’altra donna) che hanno contribuito all’affermazione di Allen come vero e proprio autore impegnato a confrontarsi con il cinema di Fellini (l’autobiografismo spinto di Stardust Memories, per esempio, non può non rimandare ad Amarcord) e di Bergman, con il teatro di Čechov (Settembre) e con la grande letteratura russa (Amore e guerra).
Di grande interesse è poi la lettura che questa monografia opera sull’ultimo scorcio dell’opera alleniana: distaccatosi sempre più dallo stile hollywoodiano classico, il regista di New York vive infatti, dal punto di vista produttivo, un esilio europeo. La cosiddetta “trilogia londinese” (Match Point, Scoop, Sogni e delitti), infatti, – seppur concepita lontano dalla sua cultura di riferimento e dai suoi luoghi d’elezione – si pone come ulteriore testimonianza del lavoro di un cineasta che crede che si possa filosofare servendosi sia del registro comico (Scoop e il tema del conflitto di classe) che di quello drammatico (la colpa senza castigo di Match Point); un lavoro ostinato e politico che trasforma la parodia e il nonsense in strumenti necessari per trattare i grandi temi concernenti l’uomo, in espedienti retorici che sostengano una critica verso la psicanalisi, il linguaggio manipolatorio dei media e verso sé stessi poiché – lo stesso Allen lo racconta in Hollywood Ending – il regista cinematografico è il più abile dei falsari.
GLI AUTORI
Elio Ghirlanda è regista cine-televisivo, giornalista, docente a contratto di Teorie e Tecniche degli Audiovisivi (Sapienza Università di Roma, Scienze della Comunicazione). Ha collaborato ad alcune voci dell’aggiornamento del Filmlexicon (1992) e del Dizionario universale del cinema, a cura di Fernaldo Di Giammatteo (1984), e al volume collettaneo Cinema e adolescenza (2000). Ha curato Cinema e sacro (1988), Cinema e Apocalisse (1996), e pubblicato le monografie Meryl Streep (1997) e Stefania Sandrelli (2002), La Grazia e le maschere del demonio. Il cinema dei Paesi protestanti (2005), Il cinema digitale. Teorie Opere Autori (2006).
Annamaria Tella è saggista di cinema.
(28 aprile 2009) Andrea Favazzo
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