Un olimpo di luce

21 dicembre 2011

Roberto Campari
Un Olimpo di luce
Marsilio
176 pagine

Da pochi mesi nelle librerie, questo saggio edito da Marsilio affronta sinteticamente uno degli aspetti essenziali del divismo cinematografico: la bellezza. Il cinema nel Novecento, infatti, è stato in grado di rendere nuovamente visibile lo splendore del corpo nella sua fisicità agli occhi dell’umanità e di creare una nuova mitologia, un nuovo Olimpo di semidei – le star – che ha plasmato l’immaginario mediale del secolo da poco trascorso.

Dopo una breve digressione storico-filosofica, l’autore passa in rassegna alcuni film che hanno messo a tema la bellezza (con particolare riguardo al cinema di Luchino Visconti, nel quale l’avvenenza fisica si lega ai temi della nostalgia e dell’autodistruzione) per poi soffermarsi su titoli in cui questa viene accostata a scenari del mondo antico: da Olympia di Leni Riefenstahl alle due Cleopatra di DeMille e Mankiewicz, sia il cinema europeo che quello americano hanno reso il loro tributo al culto del bello nel mondo greco-romano e in quello egizio.

L’ultima parte del libro è composta da un lungo elenco di divi e dive per cui la bellezza è stata un elemento determinante della loro carriera. Per ogni attore Roberto Campari elenca i film più significativi soffermandosi sulle trame e sull’ingresso e la presentazione della star. In particolare, questo secondo aspetto si configura come una strategia fondamentale (fatta di scelte dell’inquadratura, di montaggio e di luci e colori, di sguardi) per creare o potenziare l’aspetto mitico del divo. La lista comprende sia attori e attrici della Hollywood classica (tra gli altri, Rodolfo Valentino, Greta Garbo, Marlon Brando e Grace Kelly) sia divi che, sia pur cresciuti nel cinema europeo, sono diventati fenomeni internazionali (Brigitte Bardot, Sophia Loren, Alain Delon e Sean Connery): un Olimpo le cui caratteristiche si sono modificate con l’avvento del cinema moderno e che forse negli ultimi trent’anni – per una serie di cause di ordine culturale, tecnologico, generazionale, mediale – ha conosciuto il suo definitivo tramonto.

 

L’AUTORE

Roberto Campari è professore ordinario di storia e critica del cinema all’Università di Parma. Tra i suoi libri più recenti: Il fantasma del bello. Iconologia del cinema italiano, Marsilio 1997; Il fascino discreto dell’Europa. Il vecchio continente nel cinema americano, Marsilio 2001; Cinema. Generi, tecniche, autori, Mondadori 2002; Film della memoria. Mondi perduti, ricordati e sognati, Marsilio 2005; Sogni in celluloide. Reale e immaginario nel cinema, Marsilio 2008.

(21 dicembre 2011)                                                                          Andrea Favazzo