Federico Pagello
Grattacieli e superuomini
Le Mani
248 pagine
Comics and the city. Dagli anni trenta, ovvero da quando i supereroi hanno fatto la loro comparsa tra le pagine dei fumetti targati Marvel, la dimensione urbana ha informato di sé l’immaginario collettivo attraverso strip e film, sempre legata a doppio filo con la figura dei protagonisti di questa nuova mitologia made in Usa. Un connubio, quello tra supereroi e rappresentazione della metropoli nel cinema e nel fumetto, al centro dell’indagine del volume di Federico Pagello, che ripercorre le diverse tappe di questo incontro crossmediale, da Superman di Richard Donner (film del 1978 capostipite del genere supereroico) ai più vicini Iron Man 1 e 2 di Jon Fevreau. Alla base della rappresentazione di città di carta e immagini come Metropolis e Gotham City è il mito mediatico di New York, e in particolare di Manhattan, il suo inconfondibile skyline che l’ha resa la città larger-than-life per antonomasia.
Mentre nei primi capitoli della saga di Superman tra supereroe e spazio che lo ospita vi è una sovrapposizione totale, simbolo di un’utopica armonia tra eroe, società e Stato propria del Sogno Americano, nelle più recenti pellicole del genere supereroico questa relazione si trasforma in radicale scissione e contrasto: il protagonista cerca infatti disperatamente di ricostruire la propria identità all’interno di uno spazio ormai a lui estraneo. Tra questi ultimi film un ruolo fondamentale spetta alla saga cinematografica dell’Uomo Pipistrello: se in Batman e Batman Returns di Tim Burton interni ed esterni contribuiscono, attraverso un lavoro molto sofisticato di set design in studio diretto dallo scenografo Anton Furst, alla formazione di un’immagine della città meta-cinematografica e inquietante, che riflette quella del suo outlaw hero, nei capitoli diretti da Christopher Nolan – Batman Begins e Il cavaliere oscuro – si intensificano i riferimenti al presente dell’America post 11 settembre e vengono predilette immagini reali girate soprattutto a Chicago, storica rivale della Grande Mela priva di ogni aura utopica.
(11 gennaio 2012) Alessandra Favazzo

